Pazienti Covid-19 pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici

Il sondaggio

Pazienti Covid-19 pronti a tornare dai chirurghi plastici ed estetici

di redazione

Dopo l’emergenza Covid-19 i pazienti italiani di medicina estetica e chirurgia plastica sono tornati a riprogrammare visite, trattamenti e interventi pianificati in precedenza. E, pur con una maggiore attenzione verso la sicurezza e qualche condizionamento economico per i più giovani, ritengono che investire sul proprio corpo, soprattutto il viso, sia importante per sentirsi bene in questo momento difficile.

Queste, almeno, sono le conclusioni dello studio “Pazienti e medicina estetica al tempo del Covid-19”, indagine realizzata ad aprile tra oltre 8 mila pazienti dai medici del gruppo SecurityMed, che è stata recentemente pubblicata sulla rivista americana Aesthetic Surgery Journal.

«La survey ci ha permesso di conoscere desideri, esigenze e percezione dei nostri pazienti – spiega Bruno Bovani, chirurgo plastico di Perugia, tra i coordinatori dello studio – in modo da garantire, alla riapertura, servizi in linea con le aspettative del mondo post-Covid».

Nel sondaggio risulta netta la prevalenza di donne (94.3% del campione) fra i 46 e i 60 anni (48,1%) fra i consumatori di medicina e chirurgia estetica che, per la quasi totalità (92,8%) con il ritorno alla normalità tornerà a rivolgersi allo specialista: il 46,9% lo farà nelle stesse modalità di prima, il 45,9% con necessità di spiegazione dei protocolli di sicurezza. Per quanto riguarda le visite e i trattamenti già fissati prima del lockdown, il 45% dei pazienti ha dichiarato di volerli riprogrammare subito, mentre il 23,4% posticiperà per motivi economici.

Quanto al desiderio di trattamenti o interventi estetici, per quasi il 50% dei pazienti non è stato influenzato dalla pandemia. Durante la chiusura il 40% degli intervistati ha rilevato che l’aspetto fisico ha avuto un impatto importante sull’aspetto psicologico; in questo periodo ciò che mancato di più sono i trattamenti viso (72% per le donne e 57% per gli uomini).

Quanto alle risorse finanziarie che i pazienti sono disposti a impegnare, il 60,5% ha risposto che saranno le stesse di prima, senza differenze di genere, ma con una disponibilità minore nelle fasce più giovani.

L’esperienza dei medici nei primi mesi di riapertura degli studi conferma le tendenze evidenziate dallo studio. «La domanda è rimasta stabile e i pazienti dimostrano fiducia nelle misure di sicurezza messe in campo» dice Bovani. «Un effetto della pandemia – precisa - è che la stagionalità è saltata: molti hanno cancellato o posticipato le ferie, perciò abbiamo avuto una consistente richiesta di procedure che normalmente d’estate sono poco praticate, come i trattamenti fotosensibilizzanti. Il focus è sicuramente sul viso – conclude Bovani - con i filler iniettabili per zigomi e labbra al primo posto fra i desiderata».