Riscrivere la narrazione corrente della malattia di Alzheimer, favorendo una maggiore consapevolezza dei primi sintomi della malattia così da rendere sempre più frequente una diagnosi precoce. È quanto si propone la campagna di sensibilizzazione “Pensaci, per non dimenticarlo”, promossa da Lilly a pochi giorni dalla Giornata mondiale del 21 settembre, con il patrocinio dell'Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima), Società italiana di neurologia (Sin) e Sindem, Associazione autonoma aderente alla Sin per le demenze. L'iniziativa è stata presentata mercoledì 18 settembre a Roma.
Al centro della campagna un video, che funge da catalizzatore per il coinvolgimento di canali social e digitali e integra una parte emozionale, basata su brani tratti dal romanzo “Elegia per Iris” di John Bailey, letti dalla voce dell’attore Luca Ward, e una parte scientifica che approfondisce la necessità di consapevolezza dei primi segni di malattia e della presa in carico da parte di esperti medici.
A livello globale, il numero di persone di età pari o superiore ai 50 anni affette dalla malattia di Alzheimer si stima essere circa 416 milioni, ovvero più di una persona su cinque. In Italia sono circa 600 mila e complessivamente è stimato in oltre un milione il numero delle persone con demenza; si stima inoltre che circa 3 milioni di persone siano direttamente coinvolte nell'assistenza dei loro cari che ne soffrono. La malattia ha un onere economico a livello italiano di circa 15 miliardi annui. Tuttavia, nonostante la rilevanza di questi numeri, destinati a crescere anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, le persone affette da demenza ricevono una diagnosi accurata e tempestiva in meno del 20 per cento dei casi. La malattia può progredire lentamente nell'arco di 10-20 anni, passando dalla fase preclinica non sintomatica alla demenza grave, con un impatto sempre maggiore sulla vita quotidiana.
«I familiari sono i primi a rendersi conto del cambiamento in atto nelle persone con Alzheimer» sottolinea Patrizia Spadin, presidente Aima. «Oggi è importante che la loro attenzione si modifichi – prosegue - imparando a cogliere non solo i sintomi della malattia, ma anche i primi segnali di deterioramento cognitivo. Questo può condurre a un percorso di accertamento diagnostico che permetterà di avere una vita migliore, più tutelata sia per il paziente sia per il caregiver che lo dovrà seguire e accompagnare negli anni futuri. Anche la nostra società nel suo insieme deve però assumersi il compito, in questo momento, di diventare una sentinella della buona salute di tutti, appoggiando, all'interno delle Istituzioni, la costruzione di percorsi di prevenzione e diagnosi. È giunto il momento – sostiene - che la storia della malattia d'Alzheimer e dei pazienti che ne sono colpiti possa finalmente cambiare».
«Da 35 anni, Lilly è pioniera a livello mondiale nella ricerca di trattamenti e metodi diagnostici per le persone affette dalla malattia di Alzheimer» ricorda Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Lilly. «Da quando abbiamo iniziato la ricerca su questa malattia nel novembre 1988 - aggiunge - abbiamo investito più di 8 miliardi di dollari, di cui più di 5 miliardi negli ultimi dieci anni, includendo oltre 10 mila pazienti in studi clinici, sponsorizzando o co-sponsorizzando nove studi clinici di fase 3 e altri attualmente in corso. Da oltre 30 anni Lilly non dimentica le persone colpite dalla malattia di Alzheimer – conclude Khalil - e ha l’obiettivo di riuscire a rendere la malattia un lontano ricordo».
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