- Immagine
DidascaliaImmagine: Milenafoto, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
L’85% degli italiani ha problemi di salute orale, ma molti ignorano le conseguenze. L’88% per esempio non sa che c’è un legame tra salute della bocca e le patologie cognitive, il 74% ignora il legame con il diabete, il 58% quello con le malattie respiratorie, il 49% quello con i disturbi cardiovascolari.
Nasce da questa situazione il Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica, un organismo permanente che riunisce FISM, due tra i più prestigiosi atenei del Paese – Sapienza Università di Roma e Università Cattolica del Sacro Cuore – insieme a numerosi esperti clinici ed Enrico Gherlone, consigliere del ministro della Salute per l’odontoiatria, che assume il ruolo di major advisor. Il Comitato rappresenta un’alleanza scientifica e istituzionale che ha l’obiettivo di portare finalmente la prevenzione orale nel cuore delle politiche di salute pubblica italiane e far comprendere a tutti i cittadini che la bocca è una componente fondamentale della salute generale.
La salute orale al centro della prevenzione
È in questo ambito che è nato il progetto “In Bocca alla Salute”, sostenuto dal contributo non condizionante di Procter & Gamble, e che sottolinea come l’igiene orale sia un fattore determinante nel prevenire non solo carie o gengiviti, ma patologie sistemiche gravi: la proliferazione del batterio P. gingivalis, favorita dall’accumulo di placca, per esempio, può diffondere infiammazione in tutto l’organismo.
La letteratura scientifica dimostra che chi soffre di malattie gengivali ha una maggiore probabilità di sviluppare il diabete, soffrire di gravi eventi cardiovascolari come infarto o ictus, sviluppare malattie cognitive come il morbo di Alzheimer, artrite reumatoide e sviluppare esiti avversi in gravidanza. Queste connessioni sono poi influenzate dagli stili di vita e diversi fattori, tra cui predisposizione ereditaria, stress, fumo, una dieta sbilanciata, malattie sistemiche e una buona igiene orale.
La salute del cavo orale, però, non apporta benefici solo al singolo. Può anzi diventare una delle leve per ridurre il carico sul servizio sanitario nazionale. Nei prossimi anni il sistema sanitario italiano e la spesa connessa subiranno forti pressioni legate al progressivo invecchiamento della popolazione, alla longevità crescente e ai costi crescenti connessi alla gestione di malattie croniche e sistemiche. Prevenirne anche solo una parte attraverso la cura della bocca può avere un impatto enorme sul sistema.
Scarsa consapevolezza
Le linee guida del Ministero della Salute sulla corretta igiene orale esistono e sono chiare: lavarsi i denti almeno 3 volte al giorno preferibilmente con uno spazzolino elettrico, utilizzare dentifricio fluorato e filo interdentale ogni giorno ed effettuare visite di controllo specialistiche con periodicità.
Eppure, secondo un’indagine dell’Osservatorio di igiene orale di Nomisma e Fondazione ReS (Ricerca e Salute) , solo il 25% degli italiani utilizza uno spazzolino elettrico, solo il 27% il filo interdentale e ben il 40% ha rinunciato a controlli o cure odontoiatriche principalmente per motivi economici.
Tali evidenze evidenziano una scarsa consapevolezza ma, al contempo, offrono anche di una grande opportunità: promuovere l’igiene orale riducendo l’incidenza delle patologie croniche e sistemiche, generando benefici diretti per la salute dei cittadini e favorendo una più alta sostenibilità del servizio sanitario nazionale.
Un nuovo attore
Il neo-nato comitato punta ora a rimettere al centro del dibattito la salute orale. Si propone infatti di essere interlocutore scientifico unico per politiche di prevenzione orale; di collaborare con il Ministero della Salute per integrare la salute orale nelle strategie nazionali sugli stili di vita; di aggiornare e diffondere le linee guida sulla salute orale.
A farne parte, oltre alla FISM, a Enrico Gherlone e ai rappresentanti dei due atenei, ci sono 10 società scientifiche specialistiche e professionisti di discipline che vanno dalla diabetologia alla cardiologia, dalla pediatria alla reumatologia, dalla pneumologia alla neurologia.
«Dobbiamo intercettare, educare e accompagnare. Il primo tavolo di lavoro del comitato tecnico scientifico è stato avviato, la salute inizia dalla bocca solo se istituzioni e scienza camminano insieme», ha dichiarato la senatrice Elena Murelli, capogruppo della 10ª Commissione del Senato. «Ci devono essere percorsi condivisi tra medici di medicina generale e specialisti. Prevenire è meglio che curare», ha aggiunto. «La collaborazione tra le dieci discipline delle società scientifiche e le due università mette insieme un mondo che ha voglia di lavorare unito per fare prevenzione».
«La salute parte dalla bocca, ma arriverà lontano solo se scienza e istituzioni riusciranno a trasformare le evidenze scientifiche in prevenzione. Quando questo passaggio non avviene, la scienza rimane conoscenza e non diventa salute. Questa è oggi la sfida decisiva per ridurre il peso economico e sociale delle malattie sistemiche», ha sottolineato dal canto suo Enrico Gherlone, che ha ricordato che «la collaborazione tra scienza e istituzioni è decisiva. Costruire un canale permanente e non episodico tra comunità scientifica e decisori pubblici consentirebbe di anticipare i trend emergenti evitando ritardi nell’applicazione delle evidenze scientifiche», ha concluso.
Su argomenti simili
Dieci regole da seguire per sensibilizzare le famiglie sull’importanza di instaurare un rapporto di fiducia con il dentista, organizzando la prima visita del bambino entro i primi due anni di età e, quindi, molto prima di quanto sia abitudine fare.
Le regole sono contenute in un Manifesto per la salute orale dei bambini, nato dalla… Leggi tutto
