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Sanità, le professioni tecniche e della riabilitazione chiedono più investimenti e autonomia
Redazione
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Avviare un confronto aperto con il Governo, il Parlamento e le Regioni sulla legge delega sul riordino delle professioni sanitarie. Questo l'obiettivo degli Stati generali della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), tenutisi sabato 14 marzo a Roma.

La giornata ha fatto emergere un quadro articolato di criticità che attraversano il sistema sanitario italiano. Carenza di personale, scarsa attrattività delle professioni, invecchiamento della popolazione e insufficiente riconoscimento economico dei professionisti sono i nodi principali segnalati.

La Federazione, insieme alle Commissioni di albo nazionali e agli Ordini territoriali, ha delineato un orientamento comune che punta a inserirsi nel processo di modernizzazione del Servizio sanitario nazionale (Ssn). L'obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini attraverso investimenti sul personale e nuovi modelli di presa in carico, pensati per accompagnare l'evoluzione demografica e l'innovazione tecnologica.

Tra le priorità indicate figura l'aggiornamento delle competenze professionali, anche attraverso un confronto internazionale per allineare gli standard italiani a quelli europei. In questa direzione va la proposta di istituire lauree magistrali a indirizzo clinico, da affiancare a quelle esistenti, per formare figure in grado di gestire casistiche complesse e contribuire alla riduzione delle liste d'attesa.

Sul fronte economico, la Federazione chiede l'estensione della flat tax al cinque per cento sugli straordinari e il riconoscimento dell'indennità di specificità per chi opera nei pronto soccorso. A queste misure si aggiunge la proposta di introdurre la figura del dirigente per area professionale.

Un ruolo centrale è attribuito infine allo sviluppo di Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (Pdta) multiprofessionali, strumenti ritenuti utili per rafforzare la sanità territoriale e valorizzare il contributo di tutte le figure coinvolte. Il messaggio emerso dalla discussione è chiaro: il riordino delle professioni sanitarie non è una questione corporativa, ma una leva per la sostenibilità dell'intero sistema.

«Il servizio sanitario nazionale non si difende solo con le risorse economiche: si difende soprattutto valorizzando le competenze, il lavoro e la responsabilità delle professioni sanitarie. È su questo capitale umano che si gioca il futuro della sanità italiana» sostiene il presidente della Federazione Tsrm-Pstrp, Diego Catania.

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