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DidascaliaStickpen, Public domain, via Wikimedia Commons
Promuovere la ricerca indipendente in ambiti pediatrico. È questo l'obiettivo principale della Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), presentata martedì 16 settembre a Milano.
«Abbiamo costituito questa Fondazione per promuovere la ricerca indipendente in pediatria - conferma il presidente Claudio Romano - specialità in cui sono molte le zone grigie per difetto di studi specifici. Il nostro intento è riuscire a cambiare la ricerca nel nostro campo – precisa - riducendo la presenza quasi esclusiva dell'industria negli studi clinici: speriamo di stimolare così anche altre Società scientifiche a intraprendere iniziative simili».
I bambini non sono piccoli adulti, non si dovrebbe somministrare loro medicinali solo riducendone il dosaggio in base al peso o l’età. Ma talvolta i pediatri non possono fare altrimenti perché mancano studi specifici in questa fascia d’età. Ci vorrebbero inoltre dati più precisi per le terapie delle patologie croniche complesse che colpiscono un paziente su 200 in età compresa tra zero e 16 anni. Esistono lacune anche nel vasto campo della nutrizione della prima infanzia.
«Circa un terzo dei medicinali utilizzati per i bambini è stato testato su pazienti in età pediatrica» precisa Romano. «I pediatri sono spesso costretti a prescrivere farmaci basandosi su dati di sicurezza ed efficacia incompleti o assenti. Ma non si dovrebbe semplicemente ridurre il dosaggio di un farmaco comunemente utilizzato nell’adulto basandosi sul peso e l’età del piccolo paziente senza informazioni precise sull’efficacia e sicurezza. Crescita e cambiamenti evolutivi influenzano infatti l’assorbimento, il metabolismo, la distribuzione e l’eliminazione del farmaco cosi come influenzano gli aspetti di farmacodinamica che incidono sull’efficacia e la sicurezza della terapia».
«Ben vengano dunque le Fondazioni che aiutano a fare ricerca sui benefici e sui rischi attraverso studi clinici specifici sui bambini» dice Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Nagri di Milano. «In questo senso va implementata la ricerca indipendente – prosegue - ancora relativamente rara nel nostro Paese. In Italia abbiamo molte difficoltà: per milione di abitanti abbiamo la metà dei ricercatori della media europea, i fondi sono molto scarsi, lo Stato italiano ha sempre ritenuto che la ricerca rappresenti una spesa e non un investimento soprattutto nel mondo della salute. Se volessimo paragonare la spesa in questo settore sostenuta dal nostro Paese con uno Stato simile come la Francia – sottolinea infine il farmacologo - dovremmo poter utilizzare 22 miliardi di più ogni anno».
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