Alessandro Vergallo è stato confermato presidente nazionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-Emergenza area critica dal Congresso nazionale Aaroi-Emac che si è svolto dal 28 al 30 Settembre a Bergamo.
L’Assemblea congressuale ha inoltre approvato all’unanimità una mozione articolata in diversi punti, il primo dei quali riguarda il rinnovo contrattuale. È stato infatti deciso che, in mancanza di “requisiti minimi”, l’Aaroi-Emac risponderà: «No grazie, preferiamo il contratto vecchio». Una proposta che verrà avanzata anche alle altre organizzazioni sindacali per il raggiungimento di una posizione comune.
«Il rinnovo contrattuale della dirigenza medica - ha affermato Vergallo nel corso di un intervento - rischia di trasformarsi in un incubo se non ci porremo nelle condizioni di scongiurare in qualche modo un “contratto in perdita” le cui premesse sono pessime».
Un altro punto della mozione riguarda la dignità alla qualità e alla sicurezza del lavoro, sia dal punto di vista della formazione specialistica, sia da quello inerente l’aggiornamento professionale, sia quello della necessaria serenità lavorativa. «Ogni giorno noi dedichiamo gran parte del nostro tempo al lavoro - ha sottolineato il presidente Aaroi-Emac - e conosciamo bene che cosa voglia dire lavorare con organici ridotti, con orari di lavoro in cui lo straordinario, per lo più non riconosciuto, è la norma, sappiamo più che bene che la mancanza di requisiti minimi di sicurezza è rischiosa sia per noi sia per il paziente. Ma i riflettori della politica si accendono unicamente quando c’è un caso di presunta “malasanità”, accusa con la quale veniamo messi alla gogna ben prima che siano accertate le reali responsabilità, spesso imputabili, invece, alla mancanza dei requisiti minimi di sicurezza che, ascoltati a fatica, reclamiamo da sempre. Sono di questi giorni le inqualificabili dichiarazioni del ministro Lorenzin sul caso di decesso dopo trapianto di cuore che hanno offeso quanti ogni giorno lavorano per salvare vite attraverso i trapianti d’organi».
