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Progetto Ipazia
Violenza sulle donne: oltre duemila operatori sul territorio formati sulla prevenzione
Redazione
Corpo

Oltre duemila operatori formati attraverso un corso di formazione a distanza, la realizzazione di corsi residenziali in diverse Regioni e la creazione di una vera e propria community infermieristica con una piattaforma dedicata: sono alcuni dei risultati principali del progetto Ipazia–Ccm 2021, dedicato alla definizione di strategie di prevenzione della violenza contro le donne e i minori, attraverso la formazione di operatrici e operatori di area sanitaria e socio-sanitaria con particolare riguardo agli effetti del Covid-19.

I risultati dell’iniziativa, promossa e finanziata dal ministero della Salute, con responsabilità scientifica e coordinamento dell’Azienda Usl Toscana Sud Est e con la partecipazione attiva dell’Iss, sono stati presentati mercoledì 8 maggio nella sede dell’Istituto.

«La cultura della non violenza è alla base del progetto Ipazia-Ccm2021 e sono molto orgogliosa dei risultati ottenuti» dice Vittoria Doretti, dell'Azienda Usl Toscana Sud Est. «È stato un lungo viaggio, affrontato con tenacia e dedizione dalla squadra di professioniste e professionisti delle sei Regioni coinvolte – aggiunge - che hanno messo a frutto il proprio valore professionale per il contrasto alla violenza di genere e sui minori, cuore ed essenza del progetto».

L’obiettivo del progetto era mettere a punto e sperimentare un modello formativo rivolto a operatrici e operatori dei servizi sanitari e socio-sanitari territoriali per la violenza contro le donne e contro i minori.

«Il fenomeno della violenza sulle donne, sui minori, sulle persone con disabilità multiple, persiste nel nostro Paese in modo grave e diffuso – sottolinea il presidente dell’Iss, Rocco Bellantone - con conseguenze che perdurano nel tempo, compromettendo la salute psicofisica di chi ne è coinvolto e di chi vi assiste, nel breve, medio e lungo periodo. Fenomeno questo, tra l’altro, accresciutosi negli ultimi anni e che rimane sempre di difficile identificazione».

 

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