L’assistenza sanitaria più adeguata, un diritto della persona con diabete. Nonostante Covid-19

Il 14 novembre la Giornata mondiale

L’assistenza sanitaria più adeguata, un diritto della persona con diabete. Nonostante Covid-19

di redazione

Da un lato celebrare la Giornata mondiale del diabete 2020, dall’altro richiamare l’attenzione sull’importanza di azioni coordinate e concertate per affrontare il diabete come un problema critico di salute globale, che, in un momento come questo, non può prescindere dall’emergenza pandemica che l'Italia e il mondo stanno affrontando e che sta compromettendo l’assistenza alle persone con malattie croniche e fragilità come appunto il diabete.

In questa prospettiva si è svolta martedì 10 novembre la conferenza istituzionale on line “Diabete e Covid-19: assicurare l’assistenza alla persona con diabete”, promossa dall'Intergruppo parlamentare “Obesità e diabete”, in vista della Giornata mondiale del 14 novembre.

Come ricordano la presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Marialucia Lorefice, e la presidente della Commissione Sanità del Senato, Annamaria Parente, l’assistenza per la persona con diabete è un diritto sancito anche dal Manifesto dei diritti e dei doveri della persona con diabete.

Queste ultime hanno bisogno di controlli periodici per la gestione della malattia e per l’adozione della terapia più appropriata. Ma «la riduzione delle visite specialistiche, delle attività ambulatoriali di routine, degli esami di controllo che si è verificata durante questi mesi di pandemia – osserva Agostino Consoli, presidente eletto della Sid, la Società italiana di diabetologia - potrebbe essere causa di sospensioni più o meno prolungate delle terapie, con conseguenze negative sul controllo della malattia e sul rischio di insorgenza di complicazioni, rendendo così le persone con diabete maggiormente vulnerabili anche alle conseguenze indirette del Covid-19».

Sebbene alcuni pazienti possano ricevere un tipo di prestazione differente dalla visita in ambulatorio, come la televisita, «è anche vero che questa modalità è difficile da attuare con tutti – sottolinea Paolo Di Bartolo, presidente dell'Amd, l'Associazione medici diabetologi - per esempio con quelli anziani, che in Italia rappresentano circa il 50 per cento di tutte le persone affette da diabete. È quindi necessario implementare il triage della fragilità, ovvero identificare i pazienti per cui è necessaria la visita in presenza di diabetologia, e quelli che possono essere raggiunti da remoto per evitare sovraffollamenti negli ambulatori, razionalizzando quindi il percorso di accesso in base alle effettive necessità assistenziali».

Al Manifesto dei diritti e dei doveri delle persone con diabete, non per nulla sono stati aggiunti due articoli, uno sull’inerzia clinica, l'altro sull’emergenza sanitaria. «Ancora una volta i due argomenti sono stati focalizzati sia dal punto di vista dei diritti della persona con diabete, ma anche della consapevolezza che il paziente deve assumere in relazione all'importanza del proprio impegno» sostiene Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia, organizzazione tra i promotori del documento già nel 2009.

«Proprio per l’importanza che ricopre questo documento per le persone con diabete è mia intenzione, in qualità di co-Presidente dell'Intergruppo parlamentare “Obesità e diabete”, condividerlo per darvi ancor più fattiva attuazione con le più alte cariche istituzionali» annuncia Roberto Pella. «Il diritto all’accesso alle cure come componente imprescindibile del diritto alla tutela della salute dell’individuo nell’interesse della comunità è sancito dall’articolo 32 della Costituzione e anche in un momento difficile come questo deve essere garantito a tutti» ricorda Daniela Sbrollini, co-presidente dell'Intergruppo.

Anche quest'anno la Giornata mondiale del diabete è dedicata a un tema specifico e intitolata “Diabetes: nurses make the difference” per sottolineare il ruolo degli infermieri nel sostenere le persone che convivono con il diabete.

«Ogni intervento educazionale mancato in ambito diabetologico rappresenta un fallimento per operatori sanitari, pazienti, collettività – sostiene Caterina Larocca, presidente Osdi (Operatori sanitari di diabetologia italiani) - ma anche per la sostenibilità, l’accessibilità e l’equità future del sistema sanitario nazionale, considerate le previsioni d’incidenza della patologia. È indispensabile, per fare la differenza, investire su una formazione clinica e organizzativa avanzata e sulla certificazione delle competenze dell’infermiere di diabetologia».