Ictus: al Sud solo il 22% delle Stroke Unit

L’appello

Ictus: al Sud solo il 22% delle Stroke Unit

di redazione

Guarire dall’ictus è possibile. Cure mirate e tempestive possono  garantire in molti casi il completo recupero. È un dato che dà sicurezza solo in parte. Perché la possibilità di ricevere i trattamenti giusti nei tempi giusti non è per tutti la stessa. 

Dipende da dove si risiede. Solo il 22 per cento delle Unità Ictus (Stroke Unit) si trova nel Sud Italia, con 45 strutture, mentre il Centro del Paese ne ospita il 26 per cento (per 55 reparti). Al Nord, invece, si concentra il 52 per cento, con ben 108 unità. 

Sono i dati emersi dalla survey lanciata da ISA-AII e rivolta ai 208 centri ictus italiani, che mostrano una grande disomogeneità nella distribuzione sul territorio. 

Per offrire a tutti i pazienti le stesse cure, l’ European Stroke Organisation (Eso) e la Stroke Alliance For Europe (Safe) hanno lanciato lo Stroke Action Plan for Europe, un progetto per l’implementazione di linee guida volte a stabilire, entro il 2030, piani nazionali condivisi in tutti i 53 Paesi europei per il trattamento dell’ictus. ISA-AII chiede la firma della Dichiarazione di azione del SAP-E (Stroke Action Plan for Europe) da parte del Ministro della Salute italiano, come gesto simbolico di impegno istituzionale.

«Il numero di persone colpite ogni anno da ictus è alto e si stima un aumento del 26 per cento nel prossimo futuro. Significherebbe un significativo incremento dei costi sanitari legati alla gestione della malattia, che in Europa sono già stimati in 60 miliardi di euro e potrebbero arrivare a 86. Purtroppo non possiamo eliminare le probabilità di incorrere in questo evento medico, ma è possibile ridurle con maggiore attenzione alla prevenzione primaria. Il miglioramento degli stili di vita passa dalla riduzione dei fattori di rischio, come il fumo, il consumo eccessivo di alcool e di junk food e la sedentarietà. Obesità, ipertensione e diabete sono patologie che possono favorirne l’insorgenza. Oggi il Nord Italia detiene il maggior numero di Stroke Unit del Paese, mentre il Centro e soprattutto il Sud sono molto carenti. Ai pazienti deve essere garantita, su tutto il territorio, una presa in carico rapida e una riabilitazione completa. Per questo è necessario un impegno soprattutto a livello istituzionale», afferma Danilo Toni, Past President ISA-AII