Accorciare l’odissea diagnostica e rendere omogeneo l’accesso alle cure in tutte le Regioni italiane coinvolgendo pediatri e medici di famiglia: è questo l’obiettivo del progetto ARGO, al centro della conferenza stampa di giovedì 9 aprile a Roma.
Promosso dal Centro di coordinamento malattie rare della Regione Campania insieme a Helaglobe e sviluppato con il contributo della comunità scientifica e delle Associazioni di pazienti, il progetto ha portato all’individuazione di 22 indicatori utili ad anticipare il sospetto diagnostico di malattia rara. I risultati della ricerca, coordinata da Giuseppe Limongelli e realizzata con una Delphi consensus nazionale che ha coinvolto 55 esperti di 18 Regioni, sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports del gruppo editoriale Nature.
Oggi una persona con malattia rara in Italia attende mediamente oltre cinque anni prima di ottenere una diagnosi corretta, un periodo che può arrivare fino a dieci anni nei pazienti più giovani. Il modello ARGO interviene proprio in questa fase critica: secondo gli autori dellla ricerca, il corretto indirizzamento verso Centri specializzati può ridurre i tempi diagnostici fino al 60%.
Lo studio ha definito i principali campanelli d’allarme clinici che devono orientare il sospetto di malattia rara. Tra questi, il coinvolgimento contemporaneo di più organi; diagnosi che cambiano nel tempo o restano indefinibili; familiarità o possibile origine genetica; sintomi atipici rispetto alle patologie comuni; peggioramenti progressivi non spiegati; percorsi sanitari frammentati con accessi ripetuti a diversi specialisti o al pronto soccorso.
«La malattia rara è come un puzzle» osserva Limongelli e ARGO «mette insieme i giusti tasselli per riconoscere i "campanelli d’allarme" e accelerare la diagnosi. Con questo modello vogliamo trasformare il sospetto clinico in un percorso certo, superando finalmente l’odissea che troppi pazienti vivono ancora oggi».
Accanto ai segnali clinici, la ricerca sottolinea l’importanza di strumenti organizzativi: formazione dei professionisti sanitari, integrazione delle informazioni cliniche, maggiore conoscenza dei Centri di riferimento e utilizzo di percorsi condivisi tra medicina territoriale e strutture specialistiche.
«Ridurre il ritardo diagnostico – sostiene Davide Cafiero, Managing Director di Helaglobe - significa evitare sofferenze inutili e utilizzare meglio le risorse sanitarie. Ora la sfida è rendere questi criteri operativi in tutte le Regioni, perché l’equità di accesso è parte integrante della qualità delle cure».
Su argomenti simili
Le malattie rare chiedono una riforma strutturale della presa in carico, a partire dall’interoperabilità dei dati clinici, dalla velocizzazione nell’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e dall’adozione di tecnologie avanzate nei percorsi diagnostici. È questo il cuore delle indicazioni emerse da «RAREvolution – Una finestra sul… Leggi tutto
Oggi Beatrice ha tre anni: mangia da sola, si muove e gioca in totale autonomia con l’energia travolgente tipica della sua età. Guardandola, la sua mamma sorride pensandola già capace di scalare alberi e montagne. Una vitalità che fino a pochi anni fa sarebbe apparsa del tutto inimmaginabile. Beatrice è affetta infatti da Atrofia Muscolare… Leggi tutto
Una singola infusione di cellule staminali ematopoietiche autologhe corrette geneticamente può offrire un beneficio clinico duraturo nei pazienti con sindrome di Wiskott-Aldrich, una rara malattia genetica che compromette il sistema immunitario e la funzione delle piastrine, esponendo fin dall’infanzia a infezioni gravi, sanguinamenti, eczema e… Leggi tutto
Dopo la presentazione alla Camera dei deputati nell'autunno dello scorso anno, “Il mio nuovo mondo” arriva alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, confermando come il linguaggio del cinema possa contribuire a coinvolgere il grande pubblico sui temi della malattia, della cura e dell'inclusione.
Il docufilm ,scritto e… Leggi tutto
Dare voce a ciò che spesso resta invisibile. Con questo obiettivo nasce “All the Feelings with PBC. Voci ed emozioni di chi vive con la colangite biliare primitiva”, campagna globale promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di Associazioni di pazienti e Società scientifiche impegnate nell’area,. Tra queste, la PBC Foundation il cui CEO,… Leggi tutto
L'innovazione scientifica e farmacologica sta riscrivendo la storia dell'atrofia muscolare spinale, una grave malattia genetica rara che compromette progressivamente le capacità motorie fin dall'età pediatrica. A fronte dei tanti progressi, però, si stanno aprendo nuovi bisogni assistenziali, sociali e organizzativi che richiedono risposte… Leggi tutto
L'Italia continua a rafforzare la rete dedicata alle malattie rare, ma la qualità dell'assistenza dipende ancora troppo dal luogo in cui si vive. Da una parte cresce la disponibilità di farmaci innovativi, si consolidano i programmi di screening neonatale e aumenta il numero dei centri specializzati; dall'altra persistono ritardi nell… Leggi tutto
La diagnosi precoce può fare la differenza tra la vita e la morte, ma l'accesso ai percorsi diagnostici e assistenziali continua a essere disomogeneo sul territorio nazionale. È la principale criticità emersa nel confronto tra istituzioni, specialisti e associazioni di pazienti dedicato alla porpora trombotica trombocitopenica, malattia rara… Leggi tutto
In Italia, ricevere una diagnosi di malattia rara richiede in media cinque anni e mezzo dal momento in cui compaiono i primi sintomi. Se si guarda ai dati disaggregati per genere, il quadro si fa più preoccupante: per le donne l'attesa sale a sei anni, mentre per gli uomini si ferma a quattro. Una differenza che non dipende dalla biologia, ma… Leggi tutto
Uscire dall'invisibilità, azzerare i ritardi nei laboratori diagnostici e abbattere le barriere regionali che creano pazienti di serie A e di serie B. Questo chiedono i malati di Granulomatosi Eosinofila con Poliangioite (Egpa), una patologia rara e aggressiva che colpisce meno di cinque persone ogni centomila abitanti, ma è capace di… Leggi tutto
Cambia l'approccio terapeutico per i pazienti affetti da sindrome di von Hippel-Lindau, una patologia genetica rara e multisistemica che predispone allo sviluppo di tumori benigni e maligni in diversi organi. L’azienda farmaceutica MSD ha annunciato che l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di belzutifan (noto… Leggi tutto
L'efficacia clinica delle terapie avanzate e dei farmaci orfani per il trattamento delle patologie a bassa prevalenza è strettamente subordinata alla reattività e all'efficienza dei sistemi sanitari regionali. Il progresso della ricerca biomedica richiede infatti modelli di governance flessibili, capaci di superare la frammentazione… Leggi tutto
Accendere i riflettori su una patologia rara ancora poco conosciuta, soprattutto tra le donne, e promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi spesso sottovalutati e non riconosciuti: con questo obiettivo è stata presentata mercoledì 19 aprile a Roma, la campagna “She SpeaXX”, promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione… Leggi tutto
In Italia circa 7 mila persone convivono con la beta-talassemia, malattia genetica che nelle forme più gravi richiede trasfusioni regolari. Definire una strategia nazionale integrata per migliorare i percorsi di cura è l’obiettivo emerso dalla conferenza conclusiva del progetto Blood & Beyond, che martedì 21aprile ha riunito a Roma… Leggi tutto
Una ricerca italiana potrebbe cambiare il futuro di una parte dei pazienti con fibrosi cistica, una delle malattie genetiche più diffuse al mondo. Lo studio, coordinato dall’Università di Trento e pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, ha… Leggi tutto
A ridosso della Giornata mondiale dell’emofilia del 17 aprile, arriva un’importante novità nella cura di questa patologia rara e cronica: in Italia è infatti disponibile concizumab, un trattamento profilattico sottocutaneo giornaliero per le persone di età pari o superiore a 12 anni con emofilia A o B con inibitori.
Concizumab è un… Leggi tutto
Per molte famiglie convivere con una malattia genetica senza diagnosi significa affrontare anni di visite, esami e risposte incomplete. Una condizione che il Programma per le malattie non diagnosticate della Fondazione Telethon ha contribuito a ridurre in modo significativo, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Genetics in Medicine… Leggi tutto
L’assistenza alle persone con emofilia e malattie emorragiche congenite si trova oggi davanti a una contraddizione: mentre la ricerca rende disponibili terapie sempre più efficaci e sofisticate, il sistema rischia di non avere professionisti sufficientemente formati per garantire continuità e appropriatezza delle cure nel tempo.
È questo… Leggi tutto
