Quando in Usa venivano sterilizzate le persone 'inadatte'

La ricerca

Quando in Usa venivano sterilizzate le persone 'inadatte'

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La famiglia vincitrice di un concorso 'Fitter Family' (la famiglia più adatta) alla Kansas Free Fair, a Topeka, Kansas. (https://en.wikipedia.org/wiki/File:Eugenics-Fitter-Families-Contest-Winners-Topeka-Kansas.jpg)
di redazione
Una ricerca su Lancet Regional Health propone una stima delle vittime della sterilizzazione forzata nello Utah, uno dei maggiori sostenitori del programma eugenetico. Dovrebbero essere ancora in vita 54 persone dall’età media di 78 anni. Si è ancora in tempo per chiedergli scusa

“Unfit”, inadatta. È il verdetto che nel 1928 porta alla sterilizzazione forzata una ragazza dello Utah che aveva denunciato un membro della famiglia di violenza sessuale. Nessuno le aveva creduto. In ospedale liquidano il caso con una diagnosi di “ritardo mentale”. È l’appiglio legale necessario per procedere alla asportazione dell’utero e impedire alla giovane di diventare madre. Le vittime del programma di sterilizzazione eugenica adottato in 32 Sati degli Stati Uniti sono circa 60mila, la maggior parte degli interventi di sterilizzazione risalgono alle prime due decadi del Novecento, ma alcuni Stati, per esempio lo Utah, che è stato tra i più convinti sostenitori dell’eugenetica, hanno eseguito la procedura fino agli anni Settanta. Gli “unfit” erano individui inadatti a procreare perché avrebbero potuto trasmettere geneticamente alla prole la propensione al crimine, la malattia mentale, la disabilità, ma anche la povertà e una condizione di disagio sociale che pesava sull’intera comunità. 

Ora un gruppo di ricercatori del Department of Philosophy della dell’Università dello Utah su Lancet Regional Health - Americas ha ricostruito la storia del programma di sterilizzazione nello Utah conteggiando in tutto, dagli anni venti agli anni Settanta, 830 vittime. Molti erano adolescenti al momento dell’operazione. Una di loro aveva meno di 10 anni. Secondo i ricercatori 54 persone considerate “unfit” e private della possibilità di diventare genitori sono ancora vive e hanno un’età media di 78 anni. 

«Per la prima volta, abbiamo un'idea della portata della violenza del programma eugenetico qui nello Utah, così come dell'eredità duratura di quell'affronto rappresentata dai sopravvissuti che sono ancora in vita nel 2023», ha dichiarato James Tabery, professore nel Department of Philosophy presso l'Università dello Utah e autore principale dello studio. 

La legge sulla sterilizzazione dello Utah fu approvata per la prima volta nel 1925, autorizzando la sterilizzazione di persone ricoverate presso lo Utah State Hospital, detenute presso la Utah State Prison o iscritte alla Utah State Industrial School e ritenute «abitualmente criminali, pazzi, idioti, imbecilli, deboli di mente o epilettici, e che in base alle leggi dell'ereditarietà sono probabili genitori di una progenie affetta dagli stessi problemi socialmente inadeguata». 

La ricerca intitolata “Victims of Eugenic Sterilization in Utah" documenta l’evoluzione del programma di sterilizzazione nel tempo. I primi interventi nel 1925 avvenivano quasi esclusivamente presso lo Utah State Hospital ed erano indirizzati più spesso a uomini che a donne. In seguito all’apertura della Utah State Training School, la stragrande maggioranza delle sterilizzazioni si è spostata in quell’istituto e colpiva una popolazione più giovane, in maggioranza femminile. Il programma raggiunse il suo apice negli anni Quaranta e non terminò fino al 1974, quando la maggior parte degli altri Stati aveva già abbandonato il piano eugenetico da oltre vent’anni.

Lo Utah è stato uno dei più testardi promotori del programma, addirittura allargando, con una revisione della legge nel 1961, la possibilità di ricorrere alla sterilizzazione forzata nel caso in cui fosse semplicemente considerato improbabile che una persona potesse svolgere correttamente le funzioni di genitorialità. «Invece di dover dimostrare un difetto genetico, ora è necessario solo dimostrare che una persona non è e non ha alcuna possibilità di diventare un genitore idoneo», commentava un giornale dell’epoca. 

Dopo una lunga e approfondita indagine, grazie alle informazioni sul sesso, l’anno di nascita e l’età delle vittime di sterilizzazione, i ricercatori sono stati in grado di stimare il numero di sopravvissuti alla sterilizzazione ancora in vita nel 2023. Si tratta di circa 54 persone (36 donne e 18 uomini), con un'età media di 78 anni. Sarebbe opportuno, scrivono gli autori della ricerca, un gesto riparatore da parte delle istituzioni che simboleggi la definitiva chiusura di un capitolo da dimenticare quando ancora sono in vita le persone che hanno vissuto la drammatica esperienza. 

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