Sostegno psicologico solo per un malato oncologico su cinque. A Milano il congresso mondiale

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Sostegno psicologico solo per un malato oncologico su cinque. A Milano il congresso mondiale

di redazione

In Italia il servizio di psiconcologia viene garantito solo a un paziente su cinque. Per l’80% dei malati di cancro l'unica alternativa che rimane è cercare da soli soluzioni diverse, con gravi rischi nel contrasto alla neoplasia e per la qualità di vita sia del singolo sia dei familiari.

«Eppure il nostro Paese è all’avanguardia in questo settore - assicura Gabriella Pravettoni, professoressa di Psicologia delle decisioni all’Università di Milano e direttrice della Divisione di Psiconcologia dell’Istituto europeo di oncologia - e nel garantire ai malati il giusto supporto in una fase molto delicata, come sottolineano ormai centinaia di studi clinici pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali». Una leadership confermata dall’assegnazione da parte dell'International Psycho-Oncology Society (IPOS)  al nostro Paese del XXIV Congresso mondiale di Psiconcologia che si terrà alla Fiera di Milano dal 31 agosto al 3 settembre e che sarà presieduto proprio da Pravettoni. Il Congresso è stato presentato mercoledì 19 luglio in una conferenza stampa a Palazzo Madama su iniziativa del senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali del Senato.

«Lo psiconcologo è ormai riconosciuto come fondamentale nei team multidisciplinari nelle divisioni di oncologia - osserva Pravettoni - il suo ruolo è quello di potenziare le risorse personali nella gestione della malattia e del proprio percorso di cura, agendo su più livelli: famiglia, medico, società».

«Grazie alle diagnosi precoci e soprattutto alle nuove terapie - sottolinea Paolo Marchetti, presidente della Fondazione per la Medicina personalizzata - siamo riusciti a controllare a lungo buona parte delle neoplasie: l’88% delle donne colpite da un tumore del seno è vivo a cinque anni, così come il 65% di chi ha ricevuto una diagnosi del carcinoma del colon e il 90% di un carcinoma della prostata, mentre per oltre un milione di persone possiamo parlare di guarigione definitiva. Le terapie sono sempre più personalizzate ed efficaci ma vanno gestite e spiegate al paziente e ai caregiver». La psiconcologia «in questo processo è ormai essenziale e parte integrante del team multidisciplinare che affronta la neoplasia». «È un servizio sempre più richiesto dal paziente e dai familiari – conferma Gianluca Vago, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università Statale di Milano - sia durante la fase della comunicazione della diagnosi, all’avvio del percorso terapeutico fino al follow up: momenti complessi, spesso difficili da comprendere e affrontare, che richiedono molta volontà e capacità di ascolto».

Superato il vecchio schema paternalistico, è giunto il tempo di un radicale cambiamento nella relazione fra medico e paziente. Purtroppo, però, «ancora troppo spesso il diritto al supporto psicologico viene negato ai malati e ai caregiver oncologici - dice Elisabetta Iannelli, segretario generale della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo). «Riceviamo di continuo lamentele per l’assenza di questa figura nei luoghi di cura – aggiunge - mentre numerose sono le Associazioni di pazienti che garantiscono lo psiconcologo con fondi propri. Ma è ora di cambiare, anche se purtroppo le premesse non sembrano buone con un Piano oncologico nazionale che dedica davvero poco spazio e nessuna indicazione in termini di programmazione del servizio e di stanziamento di risorse per rispondere a questo imprescindibile bisogno di salute».

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