Tumori: le nuove terapie con radioligandi disponibili solo in 30 centri in Italia

Congresso Aiom 2023

Tumori: le nuove terapie con radioligandi disponibili solo in 30 centri in Italia

di redazione

Rappresentano uno degli ultimi ritrovati nella lotta al cancro: molecole ibride che, per metà, hanno la selettività delle terapie a bersaglio molecolare identificando le cellule tumorali sulla base di specifiche peculiarità e, allo stesso tempo, l’efficacia della terapia con radiazioni. I radioligandi - così si chiama questa classe di farmaci - è già disponibile per il trattamento dei tumori neuroendocrini, dove ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Sta inoltre emergendo la loro efficacia anche in neoplasie a maggior incidenza, come il carcinoma della prostata resistente ad altri trattamenti. In Italia, però, solo una trentina di centri sono in grado di erogare questa terapia. 

È quanto emerso nel corso del congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), che al tema ha dedicato il libro “Terapia con radioligandi 50 domande 50 risposte” sottoscritto anche dall’Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare (Aimn), con il contributo non condizionante di Advanced Accelerator Applications, a Novartis Company.

«La medicina di precisione sta aprendo una nuova frontiera, la teragnostica, in cui diagnosi e terapia utilizzano la stessa molecola, il cosiddetto ‘carrier’, cioè il ligando, in grado di legarsi specificamente e con elevata affinità soltanto alle cellule neoplastiche, portando con sé la particella radioattiva capace di emettere radiazioni terapeutiche», afferma Saverio Cinieri, presidente Fondazione Aiom. « La terapia con radioligandi, che associa le nuove conoscenze sulla biologia del cancro all’utilizzo di particelle radioattive molto potenti in grado di distruggere le cellule neoplastiche ovunque si trovino, è l’evoluzione più significativa del concetto di teragnostica. Nessuna altra strategia è in grado di delineare con altrettanta accuratezza e predittività se, quanto e come si potrà colpire il target tumorale ancor prima di iniziare la terapia. La sempre più elevata personalizzazione dei trattamenti grazie a questo approccio può contribuire a un miglior uso delle risorse, con riduzione dei costi di ospedalizzazione, migliorando così la qualità e l’efficacia delle cure e il governo della spesa sanitaria», ha aggiunto Cinieri.

«La terapia con radioligandi, nei suoi molteplici aspetti di gestione come da normativa, necessita di un indispensabile adeguamento infrastrutturale, essenziale perché possa esserne garantita l’erogazione e perché questa strategia terapeutica diventi opportunità di cura accessibile in modo uniforme su tutto il territorio»,  spiega Maria Luisa De Rimini, presidente Aimn. «Esistono ampi margini di miglioramento per ottimizzarne l’impiego, così da garantire equità di accesso su tutto il territorio nazionale a pazienti con corretta indicazione clinica. Superare la disomogeneità di distribuzione geografica, aumentando il numero di Strutture di Medicina Nucleare in grado di erogare questi trattamenti, consentirà di eliminare il fenomeno della migrazione sanitaria che spesso costringe pazienti e loro familiari a disagi da lunghi viaggi».

I team multidisciplinari sono una realtà da cui non si può prescindere nella cura del cancro e sono ampiamente presenti in oncologia. «Ancor più guardando all’arrivo di questa terapia, se ne impone una revisione che assicuri che nel team siano assicurate tutte le competenze», continua De Rimini.

«Questo modello di gestione – sottolinea il presidente eletto Aiom Massimo Di Maio – è un requisito indispensabile per lo standard di qualità assistenziale dei pazienti con NET, richiesto per la certificazione da parte della ‘European Neuroendocrine Tumors Society’ e promosso da ItaNET, che dal 2010 riunisce i medici appartenenti alle varie specialità che si occupano della gestione dei tumori neuroendocrini. Anche le più recenti Linee Guida Aiom-ItaNET evidenziano l’importanza della condivisione delle scelte terapeutiche e la necessità di inserire il paziente in un percorso integrato e dedicato, gestito da un team multidisciplinare. La terapia con radioligandi non può essere erogata da tutti gli ospedali, per questo è ancora più importante che i team multidisciplinari dei centri periferici siano messi in condizione di lavorare quanto più possibile a stretto contatto con l’expertise centrale delle strutture che sono in grado di prendere in carico i pazienti”, ha concluso.