Acne da adulti: tutta colpa dell’alimentazione

Lo studio

Acne da adulti: tutta colpa dell’alimentazione

Negli adulti molto più che negli adolescenti, l’acne sembra associata a quel che si mette nel piatto. Cibi grassi e zuccherati aumentano le probabilità di sviluppare la malattia della pelle

di redazione

I ragazzi, per lo più, non hanno colpe. L’acne giovanile fa parte del “pacchetto adolescenza” e raramente viene influenzata (nel bene e nel male) dalla dieta. Non vale lo stesso per gli adulti. 

Se i brufoli si presentano per la prima volta quando gli anni del liceo sono oramai un ricordo lontano, l’alimentazione può essere ritenuta responsabile. Lo dimostra uno studio francese basato sui dati di 25mila individui dall’età media di 55 anni i cui risultati sono pubblicati su JAMA Dermatology. Gli scienziati hanno condotto un’analisi trasversale sul campione coinvolto nel  NutriNet-Santé study, un’ampia e lunga indagine nata con lo scopo di studiare l’associazione tra alimentazione e salute. 

Tutti i partecipanti selezionati per lo studio sull’acne tardiva avevano completato un questionario indicando le loro abitudini alimentari specificando la frequenza e la quantità consumata quotidianamente di alcuni cibi, tra cui frutta, verdura, carne, pesce, latte, cioccolata, cereali raffinati, snack, fast food, grassi e zuccheri, carboidrati e proteine. 

Dall’analisi sono emerse alcune evidenti associazioni tra cibo e acne in età adulta. In particolare il consumo quotidiano di una porzione di alimenti grassi o particolarmente zuccherati è associata al 54 per cento di probabilità in più di sviluppare la malattia della pelle. 

Il latte, le bevande zuccherate e i cibi ricchi di grassi sembrerebbero favorire la comparsa dei brufoli in età adulta. Anche un eccessivo consumo di carboidrati può avere ripercussioni negative sulla pelle aumentando la probabilità di sviluppare l’acne. 

In sostanza, commentano i ricercatori, l’indice è chiaramente puntato contro le cattive abitudini alimentari dei Paesi occidentali. 

«I risultati del nostro studio sembrano sostenere l'ipotesi che la dieta occidentale (ricca di prodotti animali e cibi grassi e zuccherati) sia associata alla presenza di acne nell'età adulta», scrivono gli autori dello studio. 

Le ragioni per cui la dieta occidentale faccia male alla pelle sono ancora da chiarire. Tra le ipotesi possibili c’è l’aumento dei livelli dell’ormone Igf-1 (il fattore di crescita insulino-simile) provocato da diete ad alto indice glicemico, ma anche da un consumo quotidiano di latte.  Alti livelli di Igf-1 sono associati all’infiammazione e allo stress ossidativo, processi che favoriscono lo sviluppo dell’acne. Inoltre una maggiore presenza in circolo dell’ormone Igf-1 stimola la produzione degli ormoni androgeni associati a loro volta alla produzione di sebo e quindi all’acne. 

I risultati dello studio non sono del tutto inaspettati. Secondo John Barbieri, dell’University of Pennsylvania di Philadelphia, autore dell’editoriale di accompagnamento all’articolo, la relazione pericolosa tra dieta occidentale e acne era prevedibile. 

«Questi risultati sono in gran parte in linea con precedenti studi osservazionali che suggeriscono un'associazione tra il consumo di latte e di una dieta ad alto indice glicemico e l’acne», ha affermato Barbieri. Tuttavia, lo studio non distingue tra tipologie di latte a diverso contenuto di grassi. 

«Prima di poter dare raccomandazioni dietetiche certe ai pazienti con acne, sono necessari studi per valutare se gli interventi dietetici possono migliorare o prevenire l'acne  confrontandoli anche con altre modalità di trattamento standard»,  ha concluso Barbieri.