Antibiotici solo se necessario nei bambini piccoli. Troppe prescrizioni prima dei due anni aumentano il rischio di malattie croniche

Il sospetto

Antibiotici solo se necessario nei bambini piccoli. Troppe prescrizioni prima dei due anni aumentano il rischio di malattie croniche

Arriva l’ennesimo invito alla prudenza. Gli antibiotici vanno usati con molta cautela soprattutto nei primi due anni di vita. Perché aumentano il rischio di sviluppare asma, celiachia, allergie e obesità

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Immagine: Stickpen, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

Asma, allergie, eczema, celiachia. Ma anche obesità e sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Sono i rischi in cui potrebbero incorrere, crescendo, i bambini che assumono antibiotici prima dei due anni di età secondo uno studio appena pubblicato su Mayo Clinic Proceedings

Lo studio però, è meglio specificarlo subito, si limita a osservare un’associazione tra l’uso di antibiotici e una serie di condizioni di salute ma non dimostra l’esistenza di un rapporto di causa ed effetto. Per ora il rapporto causale resta un’ipotesi, anche se plausibile e degna di essere approfondita. 

Gli scienziati hanno analizzato i dati di 14.500 bambini nati nella Contea di Olmsted in Minnesota tra il  2003 e il 2011. Il 70 per cento del campione aveva ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici durante i primi due anni di vita, principalmente per il trattamento di infezioni respiratorie o come terapia per una otite. I bambini sono stati seguiti per circa 9 anni. Alla fine dello studio è emerso che l’esposizione precoce agli antibiotici era associata a un aumento del rischio di asma, riniti allergiche, dermatite atopica, eczema, sovrappeso, celiachia e sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività. 

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Nei bambini che hanno assunto antibiotici il tasso di rischio per queste patologie è di circa 2 volte superiore rispetto ai bambini che non hanno usato i farmaci prima dei due anni. L’associazione varia in base al tipo di antibiotico prescritto. I ricercatori hanno notato, per esempio, che l’esposizione alle cafalosporine è associata a quasi tutte le condizioni, mentre la penicillina è associata a un aumento del rischio di asma e sovrappeso in entrambi i sessi e di celiachia e di Adhd nelle femmine e di obesità nei maschi. I sulfamidici sembrano invece influire solo sull’indice di massa corporea dei maschi. I macrolidi  sono associati a un aumento del rischio di asma e sovrappeso in entrambi i sessi e di rinite allergica e obesità nei maschi, ma sono associati a un ridotto rischio di dermatite atopica nelle femmine e di difficoltà di apprendimento nei maschi.

Le probabilità di andare incontro ai problemi di salute aumentano con l’aumentare delle terapie antibiotiche eseguite. I bambini che prima dei due anni di età hanno seguito più di cinque cicli di antibiotici corrono un rischio significativamente più alto di sviluppare asma, rinite allergica, sovrappeso, obesità e Adhd e, solamente nel caso delle femmine, celiachia. I rischi sono anche associati all’età delle prime prescrizioni, con pericoli maggiori prima dei sei mesi di vita. 

Per l’associazione osservata nello studio i ricercatori propongono una spiegazione convincente. Gli antibiotici modificano la composizione del microbioma, l’insieme di miliardi di batteri da cui dipendono molti aspetti della salute. Una precoce esposizione agli antibiotici, modificando la composizione dei batteri intestinali, potrebbe compromettere il corretto sviluppo del metabolismo, del sistema immunitario e anche incidere sul comportamento. 

I risultati di questo studio sono l’ennesimo invito a un uso prudente degli antibiotici. È risaputo che la prescrizione disinvolta di questi farmaci è responsabile dell’aumento della resistenza agli antibiotici. Ora si aggiunge anche il sospetto di un loro effetto negativo a lungo termine sulla salute. 

«L’evoluzione dei batteri resistenti ai farmaci rappresenta una conseguenza non intenzionale dell'abuso di antibiotici. Inoltre, la crescente prevalenza di condizioni di salute che iniziano nell'infanzia ha suscitato preoccupazione per l'esposizione agli antibiotici durante i periodi di sviluppo chiave a causa del loro impatto sul microbioma», ha commentato Martin Blaser, direttore del Center for Advanced Biotechnology and Medicine della Rutgers University, a capo dello studio.