Approccio integrato al mieloma multiplo per migliorare la prognosi e ridurre i costi

Medicina

Approccio integrato al mieloma multiplo per migliorare la prognosi e ridurre i costi

di redazione

I maggiori costi per la gestione dei pazienti con mieloma multiplo sono riconducibili all'ospedalizzazione, soprattutto in caso di trapianto di cellule staminali. Su un costo medio per singolo paziente di quasi 19 mila euro l'anno, i costi di ospedalizzazione pesano infatti per il 56,8%, seguiti da quelli per farmaci (32,5%) e per le prestazioni ambulatoriali (10,7%).

È quanto risulta da uno studio “real life” presentato al congresso nazionale della Sifo, la Società italiana di farmacologia ospedaliera, che si è concluso domenica 2 dicembre a Napoli.

Dallo studio risulta inoltre che il periodo di tempo per il trattamento successivo si riduca con il proseguire dei cambi di linea terapeutica: dalla prima alla seconda linea è in media di 14,2 mesi, mentre dalla seconda alla terza linea è in media di 11,5 mesi. Come ha spiegato Luca Degli Esposti, presidente e direttore generale CliCon, sia nel caso della prima che della seconda linea di trattamento si è registrata una tendenza decrescente nei costi del singolo paziente calcolati mensilmente dopo 24 mesi di terapia: rispettivamente da 3.759 euro a 448 euro e da 5.375 euro a 527 euro. «Questi risultati suggeriscono che una – commenta Degli Esposti - scelta accurata della terapia iniziale può migliorare la prognosi dei pazienti, essendo collegata a un maggiore intervallo tra i trattamenti, e confermano i dati presenti in letteratura sul vantaggio economico legato al prolungamento del tempo della comparsa della recidiva».

Questi dati incoraggiano un cambio di paradigma nella valutazione di patologie complesse, come appunto il mieloma multiplo, verso un approccio integrato che tenga in considerazione tutte le variabili nel medio-lungo periodo.

Il mieloma multiplo è ancora oggi il secondo tumore del sangue più diffuso dopo i linfomi non-Hodgkin e colpisce ogni anno in Italia oltre 5 mila persone, prevalentemente anziani tra i 65 e i 70 anni, spesso affetti da comorbilità. La malattia, ancora oggi inguaribile, è caratterizzata da fasi di remissione e recidive, momenti in cui dopo un periodo di controllo il tumore torna a manifestarsi. «L’obiettivo del trattamento resta quindi quello di ritardare quanto più possibile la comparsa di una recidiva, o progressione, preservando la qualità di vita dei pazienti» spiega Felicetto Ferrara, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia al Cardarelli di Napoli.

L’alto livello di complessità della gestione del mieloma multiplo «è determinato dal fatto che il percorso di diagnosi, cura e assistenza di questi pazienti, nella maggior parte anziani e affetti da altre comorbilità, è diluito in lunghi periodi di tempo e caratterizzato da eventi e procedure che impattano in maniera estremamente eterogenea sugli esiti clinici e percepiti, sull’utilizzo delle risorse del Servizio sanitario e sui costi di gestione» precisaMattia Altini, direttore sanitario Irst, Meldola (FC). «La sfida è quindi intervenire sulle aree critiche – precisa - individuare le innovazioni che incrementano il valore delle attività erogate dal servizio sanitario, programmare i servizi adeguatamente ai bisogni e monitorare costantemente la spesa sanitaria e le variazioni ingiustificate come segnali d’attenzione».

«L’attenzione alla sostenibilità dei sistemi sanitari è fondamentale – sostiene infine Jean-Yves Chatelan, amministratore delegato di Celgene Italia - ma da sola non basta a rispondere alle sfide future di salute. Deve continuare a muoversi di pari passo con l’impegno nella ricerca medica per continuare ad alimentare il progresso scientifico».