È efficace anche in pazienti che non rispondono ad altri trattamenti ed è maneggevole grazie all’assunzione orale una volta al giorno.
Sono le caratteristiche principali di baricitinib, una nuova molecola per il trattamento dell’artrite reumatoide ora disponibile anche in Italia.
Baricitinib non è un farmaco biologico come la gran parte dei trattamenti approvati contro l’artrite reumatoide negli ultimi 20 anni, ma un prodotto di sintesi chimica che agisce sugli enzimi JAK1 e JAK2 (Janus chinasi) implicate nell’insorgenza di diverse patologie infiammatorie e autoimmuni.
Può essere utilizzato in pazienti adulti con artrite reumatoide in fase attiva da moderata a grave che hanno avuto una risposta inadeguata, o che sono intolleranti, ad uno o più farmaci anti-reumatici modificanti la malattia (i cosiddetti DMARD). Può essere usato da solo o associazione con metotrexato.
«Si tratta di un importante progresso per i pazienti perché tra il 40 e il 50% dei pazienti non ottiene miglioramenti dal trattamento di prima linea che solitamente si basa sull’uso del metotrexate», ha affermato Roberto Caporali, professore associato di Reumatologia presso l’Università di Pavia e responsabile dell’Early Arthritis Clinic della Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia, «L’efficacia della terapia con metotrexate viene valutata a 3 mesi e poi a 6, per valutare il raggiungimento di uno stato di controllo dei sintomi e, possibilmente, di remissione della patologia. Se il paziente non risponde e non ne trae beneficio, è necessario passare a terapie di seconda linea. Baricitinib - ha aggiunto lo specialista - può essere un’opzione terapeutica in questa tipologia di pazienti. Infatti, l’assunzione quotidiana di una compressa di Baricitinib da 4 mg ha determinato un miglior controllo della malattia, in particolare del dolore, già dalle prime settimane per poi confermarsi dopo 24 e 52 settimane di trattamento».
Baricitinib ha dalla sua anche la semplicità di utilizzo: a differenza della gran parte degli altri farmaci per l’artrite reumatoide è orale e prevede inoltre un’unica somministrazione giornaliera.
«La vita di un malato reumatico tra visite di controllo, gestione della terapia o delle terapie non è certo facile; l'arrivo di farmaci che si possono somministrare per via orale agevolerà la sua vita con un risparmio in ore di lavoro, spostamenti e richieste di supporto a familiari e/o caregiver», ha detto la presidente dell’Associazione nazionale malati reumatici (ANMAR) Silvia Tonolo. «Consideriamo, poi, che i malati reumatici soffrono di ansia, depressione e dolore, problemi che, una terapia rapidamente efficace e maneggevole, può alleviare. Una terapia orale è più accettabile perché l'ago fa sempre paura e, proprio per questo motivo, spesso il malato non è aderente ai trattamenti iniettivi. Disporre di una compressa facilita la gestione della malattia anche negli spostamenti, nei viaggi, sul lavoro, con un vantaggio in termini di qualità della vita. Per non considerare, poi, anche l’aspetto della diminuzione del dolore, elemento cruciale per ciascun paziente».
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