In uno studio apparso sulla rivista Pediatrics, alcuni esperti statunitensi affermano che basarsi su brevi osservazioni non è sufficiente per confermare, o meno, un sospetto di autismo e decidere quindi se è il caso di procedere con ulteriori accertamenti.
I ricercatori hanno mostrato ad alcuni psicologi, specializzati in questo disturbo, brevi video di una quarantina di bambini tra i 15 e i 33 mesi, alcuni autistici, altri no.
Quasi il 40 per cento dei piccoli affetti dal disturbo non è stato identificato come tale dagli esperti. In un breve periodo, infatti, il comportamento dei bambini potrebbe non apparire così atipico da far sospettare questa patologia.
Gli studiosi, oltre a ribadire quanto sia complessa la diagnosi di autismo, specie nei più piccoli, affermano inoltre l’importanza della collaborazione dei genitori nell’osservazione del comportamento dei figli e la necessità di fare diverse valutazioni prima di poter arrivare a una precisa diagnosi. Quest’ultima poi non avverrebbe per tutti negli stessi tempi, dipendendo molto dalla gravità e dalla tipologia dei sintomi.
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