Bambini iperattivi? Non soffrono di Adhd: sono solo piccoli

Sovradiagnosi

Bambini iperattivi? Non soffrono di Adhd: sono solo piccoli

Li penalizza il confronto con i più grandi. Gli alunni delle elementari che hanno un anno di meno rispetto ai compagni hanno il 30% di probabilità in più di ricevere una diagnosi di deficit di attenzione/iperattività. In realtà sono solo immaturi. Lo studio sul Nejm

di redazione

In movimento perenne? Poco concentrati? Troppo impulsivi? Colpa di un disturbo da deficit di attenzione/iperattività? No, “colpa” della loro data di nascita. I bambini che anticipano di un anno l’ingresso a scuola hanno maggiori probabilità di ricevere una diagnosi di Adhd semplicemente per il fatto che sono più immaturi rispetto ai loro compagni di classe. Le difficoltà a restare seduti sul banco, a mantenere l’attenzione sul quaderno, a eseguire l’esercizio nei tempi e nei modi stabiliti dall’insegnate, sono legittimate dall’anagrafe e non hanno nulla di patologico. 

È così che, secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, si può spiegare in parte l’aumento delle diagnosi di Adhd in America negli ultimi 20 anni. 

Secondo il calendario di reclutamento scolastico di molti Stati americani, che fissa al 1° settembre la data di nascita per l’ingresso a scuola, i bambini nati il 31 agosto potrebbero ritrovarsi in classe compagni di esattamente un anno più grandi. 

Ebbene, in questi Stati i bambini nati in agosto hanno il 30 per cento di probabilità in più di ricevere una diagnosi di Adhd, in confronto ai bambini leggermente più grandi. 

«Man mano che i bambini crescono - ha detto Anupam Jena, dell’Harvard Medical School e principale autore dello studio -  le piccole differenze di età si equivalgono e si dissipano nel tempo, ma dal punto di  vista del comportamento, la differenza tra un bambino di 6 anni e un bambino di 7 anni potrebbe essere abbastanza pronunciata. Un comportamento normale può sembrare anomalo rispetto a quello dei compagni».

I ricercatori hanno analizzato i dati degli archivi delle assicurazioni mettendo in relazione le diagnosi del disturbo del neurosviluppo con la data di nascita del bambino. L’indagine ha coinvolto più di 400mila alunni di scuole elementari americane tra il 2007 e il 2009 seguiti fino alla fine del 2015. 

Negli Stati che utilizzano la data del 1° settembre per il reclutamento scolastico, i bambini nati in agosto hanno il 30 per cento in più di venire considerati patologici rispetto a quelli nati prima. 

Per esempio 85 bambini nati in agosto su 100mila alunni hanno avuto una diagnosi di Adhd e 53 hanno ricevuto una terapia rispetto a 64 diagnsoi tra i compagni nati in settembre e 40 trattamenti terapeutici. 

«I nostri risultati - ha dichiarato  Timothy Layton, coautore dello studio - suggeriscono la possibilità che un numero elevato di bambini riceva sovradiagnosi  e sovratrattamento per l'Adhd nei primi anni di scuola elementare perché sono relativamente immaturi rispetto ai loro compagni di classe più grandi di età».

Il numero di diagnosi di Adhd tra i bambini è aumentato notevolmente negli ultimi 20 anni. Solamente nel 2016, oltre il 5 per cento dei bambini americani era in cura con farmaci per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Una combinazione di fattori spiega il fenomeno: il disturbo viene riconosciuto più facilmente, c’è un reale aumento dell'incidenza della condizione, ma in alcuni casi si hanno diagnosi errate. 

E può capitare che il comportamento di un bambino venga considerato patologico quando invece è semplicemente infantile, come è giusto che sia rispetto alla sua età.