Il bambino è “problematico”? Prima di chiamare lo psicologo chiedetevi se di notte russa

Lo studio

Il bambino è “problematico”? Prima di chiamare lo psicologo chiedetevi se di notte russa

Secondo studio su Nature Communications i bambini che russano mostrano cambiamenti nel lobo temporale del cervello, un’area associata alle funzioni cognitive e al controllo degli impulsi. All’origine dell’iperattività o dell’aggressività potrebbe esserci una causa meccanica e non psicologica

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Photo by CEphoto, Uwe Aranas
di redazione

Iperattività, mancanza di concentrazione, aggressività, eccessiva emotività, sbalzi d’umore. Forse è inutile rivolgersi allo psicologo, in alcuni casi il disturbo del comportamento dei bambini potrebbe avere una causa “meccanica”. A volte si viene a scoprire infatti che i bambini “problematici” di notte russano. 

Ora uno studio appena pubblicato su Nature Communications conferma che un’associazione esiste e spiega come mai il disturbo respiratorio del sonno può influenzare negativamente il modo di comportarsi dei più piccoli. 

I ricercatori hanno scoperto che il russamento è associato a cambiamenti nella struttura del lobo frontale del cervello, un’area coinvolta nelle funzioni cognitive, nel controllo degli impulsi e nelle interazioni sociali. 

Lo studio sostenuto dal National Institute on Drug Abuse (NIDA) e dai National Institutes of Health (NIH) si è basato sui dati di 11mila bambini di 9-10 anni di età estratti dall’Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD) Study, uno studio a lungo termine sulla salute e lo sviluppo cerebrale dei bambini e dei ragazzi americani. I partecipanti sono stati seguiti dall’infanzia all’età adulta e sono stati sottoposti a vari tipi di esami psicologici e fisici. 

Il primo obiettivo dei ricercatori è stato trovare la conferma su larga scala della relazione tra i disturbi del comportamento dei bambini e i problemi del sonno come il russare o le apnee notturne. I dati hanno dimostrato che il legame esiste: i bambini che russano spesso (tre quattro volte a settimana) sono più inclini a sbalzi d’umore, difficoltà di apprendimento, comportamenti impulsivi. C’è anche una correlazione dose-risposta: più spesso si russa, più evidenti sono i disturbi del comportamento. 

Come mai? La risposta l’hanno data le immagini della risonanza magnetica cerebrale a cui i partecipanti allo studio sono stati sottoposti periodicamente per anni. Nei bambini che russavano spesso alcune aree del cervello avevano dimensioni ridotte. In particolare i cambiamenti riguardavano la regione del lobo frontale, l’area responsabile delle capacità cognitive, del problem solving e delle relazioni sociali. Dall’analisi statistica è emerso un nesso tra questi cambiamenti nel cervello e le difficoltà di comportamento dei bambini.  La buona notizia è che smettendo di russare i bambini potrebbero riacquistare la tranquillità e smettere di essere “problematici”. Spesso all’origine del russamento c’è qualche disturbo respiratorio ostruttivo del sonno che può essere superato con la terapia adeguata. Per questo motivo i ricercatori invitano i pediatri ad accertarsi delle condizioni del sonno dei loro assistiti: semplicemente chiedendo ai genitori se il loro figlio russa si può prevenire lo sviluppo di disturbi del comportamento che compromettono la serenità dei bambini e delle famiglie. I bambini che russano spesso (più di tre notti alla settimana) dovrebbero essere sottoposti a controlli medici più approfonditi per individuare le possibili cause del disturbo respiratorio. Potrebbe essere colpa delle tonsille o delle adenoidi, oppure del sovrappeso. In ogni caso, fortunatamente, esiste una soluzione.