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BPCO: maggiore efficacia e aderenza alla terapia con la giusta combinazione farmaco/dispositivo
Redazione
Corpo

La somministrazione della triplice terapia per la BPCO  (fluticasone furoato/umeclidinio/vilanterolo) erogata mediante il dispositivo Ellipta migliora in misura significativa lo stato di salute e la funzione polmonare rispetto ad altre triplici terapie assunte in aperto.

È il risultato principale dello studio INTREPID (INvestigation of TRelegy Effectiveness: usual PractIce Design: a single- versus multiple-inhaler triple therapy for COPD in usual clinical practice). 

Lo studio, condotto per verificare nella vita reale l’efficacia della combinazione tra triplice terapia e dispositivo Ellipta, ha seguito oltre tremila pazienti con BPCO rappresentativi della realtà quotidiana degli ambulatori medici.

«La ricerca è di grande interesse per chi segue i pazienti con BPCO che necessitano di una “triplice terapia”», spiega Giovanna Elisiana Carpagnano, direttore dell’UOC di Malattie dell'Apparato Respiratorio presso il Policlinico di Bari. «I risultati a 24 settimane dimostrano che la percentuale di pazienti “responder” al CAT (criterio di valutazione specifico per la BPCO) è stata significativamente maggiore (47%) nel gruppo trattato con l’associazione dei tre farmaci somministrati con Ellipta rispetto al 40% osservato negli altri, e che i pazienti del primo gruppo hanno una probabilità del 31% superiore rispetto ai soggetti trattati con triplici in aperto, erogate attraverso dispositivi multipli, di ottenere un miglioramento clinico rilevante dello stato di salute».

«I risultati di questo studio sono molto interessanti considerando l’importanza di una corretta adesione del paziente alle indicazioni del medico», aggiunge Angelo Corsico, direttore dell’UOC Pneumologia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. «L’aderenza alla terapia rappresenta ancora una delle sfide principali che dobbiamo affrontare come specialisti e sul territorio: abbiamo a disposizione farmaci efficaci ma è fondamentale che il paziente li assuma regolarmente per ottenere il controllo dei sintomi e limitare il rischio di riacutizzazioni della BPCO. Dallo studio INTREPID emerge l’importanza di considerare non solo i farmaci impiegati in combinazione ma anche l’erogatore, che deve essere il più possibile “Patient-Friendly” per agevolare il paziente, spesso anziano, e favorire l’ottimale aderenza alle cure».

Secondo recenti dati del Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia, la regolare assunzione dei farmaci si osserva in meno di due pazienti su dieci con sindromi ostruttive delle vie respiratorie come appunto la BPCO.

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