Chi soffre di emicrania ha un rischio maggiore di ischemia cerebrale sotto i 60 anni

L’associazione

Chi soffre di emicrania ha un rischio maggiore di ischemia cerebrale sotto i 60 anni

Headache_touching_forehead.jpg

Immagine: Jose Navarro, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
Uno studio danese ha valutato l’impatto dell’emicrania sulla salute cardiovascolare. Uomini e donne hanno un aumentato rischio di ictus ischemico. Le donne hanno un rischio aggiuntivo di infarto e ictus emorragico

Chi soffre di emicrania ha un rischio elevato di subire un ictus ischemico (o ischemia cerebrale) prima dei 60 anni. Contrariamente a quanto ritenuto finora, l’associazione non si riscontra maggiormente nelle donne, ma vale nella stessa misura per entrambi i sessi. 

Le donne con emicrania però continuano a essere più fragili degli uomini perché hanno un rischio aggiuntivo: combattere periodicamente con il mal di testa aumenta la probabilità di andare incontro a un infarto o a un ictus emorragico. È quanto suggeriscono i risultati di uno studio condotto alla Aarhus University in Danimarca pubblicato su Plos Medicine. 

I ricercatori hanno consultato l’archivio sanitario nazionale che contiene informazioni facilmente reperibili su tutta la popolazione danese e che rappresenta una fonte preziosa e ampiamente sfruttata  dagli epidemiologi di diversi Paesi. 

In questo caso sono stati presi in considerazione i dati raccolti tra il 1996 e il 2018 di individui tra i 18 e 60 anni. Grazie alle prescrizioni mediche è stato possibile individuare all’interno del campione selezionato le donne e gli uomini che soffrivano di emicrania. Le ricette mediche con i dettagli della terapia sono indubbiamente un indizio utile per la ricerca dei pazienti affetti da una patologia specifica, ma hanno dei limiti. I ricercatori fanno notare infatti che in questo modo potrebbero essere sfuggiti al reclutamento gli individui con emicrania non diagnosticata e non trattata. L’impatto dell’emicrania sulla salute cardiovascolare potrebbe quindi essere sottostimato. 

In un secondo tempo gli scienziati hanno confrontato il rischio di ictus ischemico, ictus emorragico, infarto, negli individui con emicrania rispetto alla popolazione senza emicrania. 

Contrariamente a quanto ritenuto finora, i risultati hanno mostrato che il rischio di ictus ischemico è lo stesso per gli uomini e per le donne con emicrania. L’ictus ischemico è la forma più frequente di ictus (circa l'85% dei casi) e si verifica in seguito a una prolungata mancanza di irrorazione dovuta a un restringimento o a una completa chiusura di uno dei vasi sanguigni del cervello. La causa dell’ictus ischemico può essere un trombo o un embolo. 

Le donne che soffrono di emicrania continuano però a essere più esposte degli uomini a eventi cardiovascolari in generale perché hanno maggiori probabilità di subire un infarto o un ictus emorragico rispetto agli uomini e alla popolazione generale. L'ictus emorragico è causato dalla rottura di uno dei dei vasi che irrorano il cervello. Tra le cause c’è la rottura di un aneorisma cerebrale,  il trauma cranico o l’ipertensione cronica incontrollata.

Nel complesso, i risultati suggeriscono che le donne restano, anche se di poco,  maggiormente esposte degli uomini agli eventi cardiovascolari associati all’emicrania per due ragioni. Innanzitutto perché hanno maggiori probabilità di soffrire di emicrania e in secondo luogo perché hanno una probabilità leggermente superiore di andare incontro a un attacco di cuore o a un ictus emorragico. 

«Poiché l'infarto e l'ictus possono portare a disabilità per tutta la vita o addirittura alla morte,  è fondamentale identificare le persone a maggior rischio per facilitare terapie preventive mirate. L'emicrania è stata associata a un rischio analogamente aumentato di ictus ischemico tra giovani uomini e donne. Tuttavia, l'emicrania può essere associata ad un aumentato rischio di infarto miocardico e ictus emorragico solo tra le donne», concludono i ricercatori. 

Bpco, l'emergenza sconosciuta

Bpco malattia dell'anziano?