Combattere la demenza con un videogioco che allena corpo e cervello

Lo studio

Combattere la demenza con un videogioco che allena corpo e cervello

Testata su 45 persone la nuova tecnologia che allena in simultanea corpo e mente migliora tanto le capacità cognitive quanto quelle motorie. Potrebbe trattarsi di una svolta nel trattamento dell’Alzheimer e di altre forme di demenza. Anche perché è divertente e i pazienti lo fanno volentieri

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Immagine: Dividat
di redazione

Sullo schermo appaiono cerchi rossi in sequenza, a destra, a sinistra, in alto o in basso. La regola è semplice: basta muoversi sulla pedana nella stessa direzione indicata dal segnale luminoso. Si chiama Exergame ed è il videogioco che promette di migliorare le funzioni cognitive e motorie delle persone affette da demenza. 

Sviluppata dall’azienda svizzera Dividat, spin-off del politecnico di Zurigo, la nuova tecnologia mette in pratica i risultati di diversi studi sulle potenzialità degli esercizi combinati per la mente e per il corpo. Finora lo si era osservato nelle persone sane: gli allenamenti che coinvolgono simultaneamente il corpo e la mente migliorano le funzioni cerebrali come memoria, attenzione, concentrazione, capacità logica ecc…

Ora un gruppo di ricercatori del Politecnico di Zurigo ha voluto verificare se valga lo stesso anche per le persone affette da demenza. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Alzheimer's Research & Therapy.

Per riuscirci però bisognava convincere i pazienti con questo tipo di patologia a impegnarsi in esercizi percepiti come faticosi e frustranti. 

La possibilità di utilizzare un gioco semplice e divertente ha permesso agli scienziati di avviare un piccolo ma rigoroso trial clinico sull’utilità degli allenamenti corpo-mente nel trattamento delle demenze. 

Allo studio hanno partecipato 45 persone di 85 anni di media ospiti di residenze per anziani del Belgio con gravi sintomi di demenza. 

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo si è allenato con il videogioco 15 minuti tre volte a settimana per otto settimane, il secondo ha invece ascoltato della musica e guardato dei video scelti in base ai propri gusti. Alla fine del programma di otto settimane, i ricercatori hanno valutato le funzioni cognitive dei partecipanti confrontandole con quelle misurate all’inizio dello studio. 

I risultati fanno ben sperare: il training con il videogioco ha migliorato le capacità cognitive, la concentrazione, la memoria e il senso di orientamento dei partecipanti. 

Ma gli esercizi di coordinamento previsti dal gioco hanno anche avuto un effetto positivo sulle funzioni motorie. Grazie al training sono infatti migliorati i tempi di reazione. Alla fine dello studio le persone che avevano seguito il programma di allenamento con il videogioco avevano riflessi più pronti rispetto al gruppo di controllo. Rispondere più rapidamente agli stimoli significa avere maggiori possibilità di evitare le cadute, un grande traguardo per le persone con demenza. 

«Per la prima volta, c'è la speranza che attraverso un gioco mirato si possa non solo ritardare ma anche di ridurre i sintomi della demenza.  È particolarmente sorprendente osservare che il gruppo di controllo sia ulteriormente peggiorato durante il periodo di otto settimane, mentre sono stati registrati miglioramenti significativi nel gruppo sperimentale.

Questi risultati altamente incoraggianti sono in linea con la teoria secondo la quale i pazienti con demenza hanno maggiori probabilità di peggiorare senza programmi riabilitativi», ha dichiarato Eling de Bruin a capo dello studio. 

La piattaforma utilizzata nello studio consiste in uno schermo su cui si sviluppa il gioco e su una pedana divisa in quattro parti dotata di sensori che misurano la forza d’appoggio della gamba, la capacità di coordinamento e l’ampiezza dei movimenti. I partecipanti devono completare con i piedi la sequenza di movimenti indicata sullo schermo. L’esercizio viene percepito come un gioco divertente e i partecipanti sono motivati ad andare avanti.