Covid-19: bambini e adolescenti possono sviluppare danni ai polmoni a lungo termine

L’ipotesi

Covid-19: bambini e adolescenti possono sviluppare danni ai polmoni a lungo termine

A_child_gets_the_Pfizer–BioNTech_COVID-19_vaccine.png

Immagine: Nate Ivey, PhD, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
Uno studio su pazienti non vaccinati condotto quando circolava la variante Delta suggerisce la possibilità di danni a lungo termine ai polmoni nei bambini e ragazzi che hanno avuto Covid. Sarebbe interessante sapere se vale lo stesso nel nuovo scenario: con i vaccini e la variante Omicron

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha osservato la presenza di danni ai polmoni a lungo termine nei bambini o adolescenti che hanno avuto Covid. Ma la premessa è d’obbligo: lo studio è piccolo, con solo 54 pazienti coinvolti di cui solamente uno vaccinato, ed è stato condotto in un unico centro in un periodo in cui era predominante la variante Delta. E anche se i risultati sono stati ottenuti con strumenti di misurazione oggettivi e affidabili le conclusioni ora come ora possono solo suggerire ulteriori approfondimenti, non stabilire certezze. Lo studio pubblicato su Radiology, proprio per le caratteristiche che abbiamo elencato, dovrà essere riproposto nel nuovo scenario della variante Omicron con un campione più ampio, meglio ancora se composto da pazienti provenienti da diversi centri. E, soprattutto, dovrà essere aggiornato reclutando bambini e ragazzi vaccinati, per valutare l’eventuale effetto protettivo del vaccino sui danni a lungo termine ai polmoni. Succede perché la pandemia va più veloce della scienza.

I ricercatori dell’ospedale universitario di Erlangen in Germania hanno analizzato i cambiamenti nella struttura e nella funzione dei polmoni di 54 pazienti pediatrici tra i 5 e i 17 anni che avevano avuto Covid senza essere stati ricoverati. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a risonanza magnetica e ad esami del sangue tra agosto e dicembre 2021. 

Solo poco più della metà dei partecipanti (29 pazienti, 54%) era del tutto guarito dal Covid, mentre il restante 46 per cento aveva sviluppato il long Covid. Un solo paziente era stato vaccinato, tutti gli altri avevano contratto l’infezione prima della vaccinazione. 

Quattro pazienti avevano avuto infezioni asintomatiche. Per gli altri, i sintomi più comuni sono stati la mancanza di respiro, una ridotta capacità di concentrazione, mal di testa, affaticamento e perdita dell'olfatto.

I ricercatori hanno misurato la funzionalità polmonare calcolando il rapporto ventilazione/perfusione (V/Q), un indicatore dell’ossigenazione dei polmoni.Se i polmoni funzionano come dovrebbero, il valore dovrebbe essere uguale o superiore all’80 per cento. I risultati sono stati messi a confronto con quelli di nove pazienti sani scelti come gruppo di controllo. Nel gruppo dei pazienti guariti il rapporto era del 62 per cento, mentre in quello del long Covid era del 60 per cento.  Nel gruppo di controllo era invece dell’81 per cento. Differenze analoghe sono emerse per gli altri indicatori della funzionalità polmonare, come il difetto di ventilazione o il difetto di perfusione riscontrati a livelli superiori nei pazienti guariti da Covid o affetti da long Covid rispetto al gruppo di controllo. 

«I sintomi persistenti dopo Covid causano ancora odissee diagnostiche, e questo è particolarmente vero per i giovani. Il nostro studio dimostra alterazioni funzionali polmonari diffuse presenti nei bambini e negli adolescenti. Poiché i bambini sviluppano una risposta immunitaria robusta, cross-reattiva e sostenuta dopo l'infezione da Sars-CoV-2, la disfunzione polmonare osservata nel nostro studio è una scoperta inaspettata», commentano i ricercatori.