Covid. La misteriosa sindrome infiammatoria dei bambini colpisce soprattutto gli asintomatici

Il caso

Covid. La misteriosa sindrome infiammatoria dei bambini colpisce soprattutto gli asintomatici

Uno studio dei CDC USA su Jama dimostra che la cosiddetta sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini riguarda prevalentemente i pazienti che erano asintomatici durante l’infezione di Covid-19. La sindrome provoca danni multi-organo, ma l’apparato cardiocircolatorio è il più colpito

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Immagine: www.vperemen.com, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Tutto è iniziato con una leggera eruzione cutanea sulla mano, attribuita immediatamente all’uso eccessivo dei gel igienizzanti. Poi si sono aggiunti altri sintomi: occhi lucidi e un po’ di nausea. Qualunque genitore con figli adolescenti avrebbe dato la colpa alla play station e al junk food. E così hanno fatto anche il papà e la mamma di Jack McMorrow, un ragazzo americano di 14 anni, che esattamente un anno fa, suo malgrado, diventò un caso clinico di interesse globale. Dieci giorni dopo la comparsa dei primi malesseri, il ragazzo è stato ricoverato con la febbre alta, i linfonodi ingrossati, la pressione bassa e una diagnosi di scompenso cardiaco. 

Si trattava di uno dei primi casi di quella che i Centers for Disease Control and Prevention hanno definito “sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini” (Multisystem Inflammatory Syndrome in Children, MIS-C), una conseguenza di Covid-19 che può presentarsi anche a distanza di molte settimane dall’infezione. Prima della definizione formale, i casi segnalati venivano assimilati alla sindrome di Kawasaki, un’infiammazione dei vasi sanguigni che colpisce in età pediatrica. 

Dopo Jack ci sono stati oltre 2.000 pazienti in età pediatrica ricoverati con gli stessi problemi negli Stati Uniti. E ora uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention ha raccolto tutti i casi per studiarne le caratteristiche comuni. 

Il primo dato che emerge è sorprendente: la maggior parte dei bambini e adolescenti che hanno sviluppato la sindrome post-Covid erano asintomatici al momento dell’infezione. 

Lo studio pubblicato su Jama ha coinvolto 1.733 pazienti ricoverati per MIS-C tra marzo 2020 e gennaio 2021 di cui si conoscevano i dettagli sulla sintomatologia dell’infezione da Sars-Cov-2. Ebbene, il 75 per cento dei pazienti non aveva manifestato alcun sintomo all’epoca dell’infezione. Ma dopo 2-5 settimane erano insorti danni diffusi a diversi organi, principalmente al cuore, che avevano richiesto un ricovero immediato. 

Nello studio si legge che la maggior parte dei casi di MIS-C deriva da Covid-19 senza sintomi o con sintomi lievi a cui fa seguito una risposta iperinfiammatoria che sembra coincidere con il momento in cui l’organismo produce il massimo livello di anticorpi contro il virus. Gli esperti non sanno ancora perché alcune persone, soprattutto molto giovani, sviluppano questa risposta. 

La MIS-C è rara, ma può essere molto grave (nel corso dello studio sono avvenuti 24 decessi). Oltre il 90 per cento dei bambini coinvolti nello studio ha manifestato danni in almeno quattro organi contemporaneamente e il 58 per cento dei pazienti è finito in terapia intensiva. 

Il sistema più colpito sembrerebbe quello cardiocircolatorio. La metà dei bambini ha sofferto di pressione bassa, il 37 per cento ha sviluppato shock cardiogenico (alterazione della funzione cardiaca) e il 31 per cento ha sperimentato insufficienza cardiaca. Curiosamente ad avere i sintomi più gravi sono i bambini che hanno avuto un’infezione asintomatica di Covid-19. Sono proprio gli asintomatici ad avere le maggiori probabilità di essere ricoverati in terapia intensiva per la sindrome infiammatoria mutisistemica. 

La MIS-C si conferma una malattia dei bambini: la maggior parte dei pazienti (circa l’86%) nello studio aveva meno di 15 anni. La fascia di età con sintomi più gravi è quella tra i 10 e i 15 anni. I pazienti di età pari o superiore a 10 anni avevano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare problemi cardiaci gravi come shock cardiaco, pressione sanguigna bassa e miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco). Nei minori di 5 anni si registra il rischio più basso di gravi complicazioni cardiache e le minori probabilità ricoveri in terapia intensiva. Gli autori dello studio non specificano se i bambini con le manifestazioni più gravi avessero problemi di salute pregressi. 

Nello studio vengono documentati i casi di sindrome infiammatoria associati alle due prime ondate della pandemia negli Usa e gli scienziati prevedono che alla terza ondata, quella più recente, farà seguito un altro picco di sindromi infiammatorie pediatriche. E invitano quindi i medici e i genitori a prestare attenzione ai sintomi dei bambini se nella zona in cui vivono c’è stato un picco di contagi di Covid. 

«Man mano che la pandemia COVID-19 si diffonde, causando un terzo picco e una trasmissione più sostenuta negli Stati Uniti, i medici dovrebbero mantenere un alto livello di guardia sulla MIS-C per diagnosticare e trattare tempestivamente questi pazienti», concludono i ricercatori.