Per curare la polmonite dei bambini bastano cinque giorni di antibiotici invece che dieci

Antibioticoresistenza

Per curare la polmonite dei bambini bastano cinque giorni di antibiotici invece che dieci

Perché scegliere la strada lunga se quella breve è migliore? Se il bambino migliora, la terapia antibiotica può essere sospesa al quinto giorno. Così si riduce il rischio di effetti collaterali e di antibiotico-resistenza. Le terapie più lunghe vanno riservate solo ai casi di mancata risposta

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Immagine: Stickpen, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

Bastano cinque giorni di antibiotici invece di dieci per curare la polmonite dei bambini. Se i sintomi migliorano la tradizionale durata della terapia antibiotica può essere dimezzata: i pazienti guariscono lo stesso, hanno meno effetti collaterali e inoltre si riduce il rischio di antibiotico-resistenza. Scegliere la strada più breve comporta quindi vantaggi per il singolo, ma anche per la comunità. 

Lo studio che invita a cambiare l’approccio terapeutico per i casi di polmonite pediatrica non ospedaliera, anche detta polmonite acquisita in comunità (community-associated pneumonia, CAP), è stato appena pubblicato su Infectious Diseases in Children. Solitamente l’origine di questo tipo di polmonite è batterica e il responsabile principale è lo Streptococcus pneumoniae. La terapia standard prevede la somministrazione di antibiotici per 10 giorni. 

I ricercatori hanno reclutato 385 bambini tra i 6 mesi e i 6 anni di età con polmonite non nosocomiale che sono stati divisi in due gruppi. Il primo è stato trattato con la terapia antibiotica tradizionale della durata di dieci giorni e il secondo con un un ciclo dello stesso antibiotico di cinque giorni e poi con un placebo nei cinque giorni successivi. In entrambi i gruppi il 90 per cento dei bambini ha risposto bene alla terapia senza aver subito significativi effetti indesiderati.  

Ma quando i ricercatori hanno calcolato il rapporto tra benefici ed eventi avversi, la terapia più breve risultava superiore a quella tradizionale perché, a parità di efficacia,  il rischio di effetti collaterali era inferiore.

«Questo studio dimostra che cinque giorni sono infatti meglio di dieci giorni per coloro che mostrano un miglioramento. Di conseguenza, i medici possono scegliere di fornire cicli di terapia più brevi per la polmonite non nosocomiale non complicata, estendendo la durata del ciclo di antibiotici per quelli che al quinto giorno non sono ancora migliorati», ha dichiarato C. Buddy Creech, della  Vanderbilt University School of Medicine, a capo dello studio. 

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Con un ciclo più breve di antibiotici si ottengono le stesse probabilità di guarigione assicurate dal ciclo più lungo, ma si hanno meno effetti collaterali e in più si riduce il rischio di favorire la resistenza agli antibiotici preservando l’efficacia di questi farmaci così preziosi. 

Tirando le somme, dal confronto emerge quindi che la terapia di 5 giorni è più indicata di quella di 10 giorni nei bambini che mostrano un miglioramento dei sintomi.

I risultati di questo studio potrebbero imporre un aggiornamento delle linee guida sul trattamento della polmonite pediatrica non ospedaliera introducendo cicli di antibiotici più brevi come terapia standard, riservando i cicli più lunghi solo ai pazienti che al quinto giorno non hanno mostrato miglioramenti evidenti.