Diabete: anticipare il trattamento salva gli occhi dalla retinopatia

Lo studio

Diabete: anticipare il trattamento salva gli occhi dalla retinopatia

I primi risultati di uno studio su Jama Ophthalmology dimostrano che le iniezioni preventive dei farmaci anti-Vegf in pazienti con retinopatia non proliferativa possono ridurre il rischio di sviluppare la forma più grave, ossia la retinopatia diabetica proliferativa

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Immagine: Zkalila1998, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Utilizzare le iniezioni anti-VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) come prevenzione e non solo come terapia per la retinopatia diabetica. È la strategia suggerita da uno studio appena pubblicato su JAMA Ophthalmology che dimostra l’efficacia del trattamento precoce nell’allontanare il rischio delle complicanze legate allo stadio avanzato della malattia (retinopatia diabetica proliferativa). Gli interventi effettuati alle prime avvisaglie della malattia, quando ancora non sono emersi problemi alla vista, si sono rivelati lungimiranti. 

La retinopatia diabetica è caratterizzata dalla crescita di nuovi vasi sanguigni nell’occhio e nei casi più gravi, in cui si sviluppa edema maculare diabetico, può compromettere la vista. Si stima che negli Stati Uniti ci siano 30 milioni di persone con il diabete esposte al rischio di retinopatia diabetica. Nelle prime fasi della retinopatia diabetica, chiamata retinopatia diabetica non proliferativa, i cambiamenti nei vasi sanguigni dell'occhio sono visibili ai medici ma generalmente non influiscono sulla vista. Nelle fasi avanzate, le persone possono sviluppare retinopatia diabetica proliferativa (con una proliferazione dei vasi nell’occho) o edema maculare diabetico (con fuoriuscita di liquido dai dai vasi sanguigni retinici). Entrambe le conndizioni possono portare alla perdita della vista e alla cecità. Il trattamento con i farmaci anti-VEGF può rallentare o prevenire la perdita della vista nelle purché il trattamento avvenga prontamente. Ma gli autori del nuovo studio suggeriscono di anticipare i tempi, sottoponendo al trattamento persone con retinopatia diabetica non proliferativa. 

Lo studio sostenuto dal National Eye Institute (NEI), parte dei National Institutes of Health statunitensi, ha dimostrato che il trattamento preventivo riduce significativamente il rischio di retinopatia proliferativa e di conseguenza anche il rischio di perdere la vista. 

Per lo studio sono stati reclutati 328 pazienti affetti da retinopatia diabetica non profilerativa, divisi in due gruppi. Il primo è stato sottoposto alle iniezioni intravitreali di un farmaco anti-VEGF, il secondo ha ricevuto un trattamento placebo. 

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a controlli periodici, i primi due una volta al mese e poi ogni quattro mesi per due anni ricevendo, a seconda dei casi, il farmaco o il placebo. Dopo due anni dall’inizio dello studio sono arrivati i primi risultati. Nel gruppo di controllo (quello che aveva ricevuto il placebo) la percentuale di persone con retinopatia diabetica proliferativa era del 33 per cento in confronto al 14 per cento del gruppo sperimentale (quello trattato con il farmaco). Il 15 per cento delle persone trattate con placebo ha sviluppato l’edema maculare come conseguenza della retinopatia diabetica proliferativa in confronto al 4 per cento dei pazienti che hanno ricevuto il farmaco anti-VEGF. 

I ricercatori non hanno osservato alcuna differenza nei due gruppi riguardo alla capacità visiva. Ma sospettano che i benefici sulla vista delle iniezioni intravitreali precoci emergeranno quando terminerà il periodo di osservazione di quattro anni.