Diabete: attenzione all’ipertensione notturna

Studio italiano

Diabete: attenzione all’ipertensione notturna

In condizioni normali la pressione sanguigna si abbassa durante il sonno. Se però sale, il rischio di morte prematura aumenta di più del doppio

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Immagine: Oregon State University, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Non dovrebbe succedere mai, ma l’aumento della pressione di notte è più pericoloso che di giorno. Vale per tutti, ma vale soprattutto per le persone diabete di tipo 1 o 2 che, in caso di ipertensione durante il sonno, raddoppiano il rischio di morte prematura. Lo dicono i dati di uno studio italiano durato 21 anni appena presentati al meeting annuale dell’American Heart Association dedicato all’ipertensione.

In condizioni normali la pressione sanguigna durante il sonno è più bassa di quella registrata durante il giorno. Il fenomeno è chiamato “dipping”. In linguaggio specialistico i pazienti che non sperimentano un abbassamento della pressione sistolica notturna si chiamano “non-dipper” e quelli che subiscono addirittura un innalzamento della pressione vengono definiti “reverse-dipper”.

In parte, i danni dell’ipertensione notturna per i non-dipper e i reverse-dipper con diabete 1 e 2 erano già noti. Se la pressione non si abbassa durante il sonno i pazienti hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie renali e cardiovascolari. 

Non era però chiaro finora l’impatto del mancato abbassamento della pressione notturna sulla mortalità. 

Uno studio dell’Università di Pisa ha colmato la lacuna. I ricercatori hanno seguito 349 adulti, di cui 284 con diabete 2 e 65 con diabete 1, per 21 anni a partire dal 1999. L’82 per cento del campione soffriva di ipertensione e il 73 per cento non riusciva a tenere sotto controllo i valori della massima e della minima nonostante l’assunzione regolare di farmaci. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un monitoraggio della pressione 24 ore su 24 e in base ai risultati sono stati divisi in tre gruppi: quello dei “dipper” in cui la pressione scende del 10 per cento o più durante la notte rispetto al giorno, quello dei “non dipper” in cui la pressione non scende affatto o scende meno del 10 per cento e quello dei “reverse-dipper” in cui la pressione sale dello 0,1 per cento o più rispetto al giorno. La metà del campione apparteneva al secondo gruppo e il 20 per cento al terzo. 

Ebbene, quasi un terzo dei reverse-dipper aveva sviluppato una neuropatia autonomica cardiaca, una grave condizione caratterizzata da un danno ai nervi del cuore, rispetto all’11 per cento dei non-dipper aumentando così il rischio di morte per un evento cardiovascolare. Rispetto ai dipper, i reverse-dipper avevano una sopravvivenza inferiore di 2,5 anni in media e i non dipper di 1,1 anni. 

Nel gruppo dei pazienti che registravano un innalzamento dei valori della pressione sistolica notturna si è osservato un aumento di oltre due volte del rischio di morte per tutte le cause rispetto a coloro che sperimentavano il fisiologico abbassamento della pressione durante il sonno. In confronto a chi manteneva la pressione allo stesso livello di notte e di giorno, i partecipanti che soffrivano di ipertensione notturna andavano incontro a un aumento del rischio di morte prematura di 1,9 volte con una riduzione della sopravvivenza media di 1,2 anni. Non è invece emersa alcuna differenza significativa nel rischio di mortalità tra dipper e non dipper.

«Il nostro studio mostra che 1 persona su 10 con diabete di tipo 1 o di tipo 2 potrebbe essere un reveres dipper e che questa condizione probabilmente aumenta di più del doppio il rischio di morte per qualsiasi causa nell'arco di 21 anni, indipendentemente dal controllo della pressione sanguigna.  È importante che gli operatori sanitari monitorino le anomalie nell’abbassamento della pressione sanguigna nelle persone con diabete di tipo 1 o di tipo 2», ha dichiarato Martina Chiriacò, ricercatrice dell’Università di Pisa a capo dello studio. Gli autori dello studio sostengono la necessità di sottoporre tutti i pazienti con diabete a uno screening della pressione arteriosa per valutare eventuali discrepanze tra i valori diurni e quelli notturni e prevenire in questo modo problemi di salute che possono accorciare la vita dei pazienti.