Glioblastoma: si punta sulla vitamina B3. Potenzia gli effetti della chemioterapia

La sperimentazione

Glioblastoma: si punta sulla vitamina B3. Potenzia gli effetti della chemioterapia

La combinazione di vitamina B3 e chemioterapia ha dimostrato di triplicare la sopravvivenza dei topi potenziando l’attività delle cellule immunitarie contro il tumore. I risultati dovranno essere confermati sugli esseri umani. I tempi potrebbero essere brevi visto che i due farmaci sono già in uso

di redazione

Aggiungere la vitamina B3 (niacina) alla chemioterapia per rallentare la progressione del glioblastoma, una forma aggressiva di tumore del cervello. È la strategia suggerita da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Calgary sui topi: negli animali trattati con la terapia combinata il tumore ha rallentato significativamente la crescita. I risultati della sperimentazione, pubblicati su Science Translational Medicine, sono incoraggianti ma, meglio specificarlo, non annunciano nessuna cura e inoltre è ancora presto per poterli considerare validi per gli esseri umani. 

Tra gli elementi che fanno ben sperare però c’è il fatto che entrambi i trattamenti (niacina e farmaco chemioterapico) sono già ampiamente utilizzati e l’iter di approvazione per un loro eventuale uso combinato potrebbe essere più veloce di quello tradizionale. 

«È estremamente importante seguire rigorosi protocolli e condurre prima un trial clinico, anche se il trattamento si basa su due farmaci ben noti. È importante che le persone non si precipitino e provino ad aggiungere la niacina per conto loro, poiché dobbiamo ancora stabilire il dosaggio, le modalità di somministrazione e la durata del trattamento necessari per risultati clinici ottimali», sottolineano i ricercatori. 

I ricercatori hanno dimostrato che i topi trattati con la combinazione terapeutica, chemio e vitamina B3, hanno triplicato la loro sopravvivenza passando da 40 a 150 giorni. 

«È un risultato notevole. Sebbene non si tratti di una cura, rappresenta un promettente passo avanti contro questa malattia incurabile», ha affermato Wee Yong, il principale autore dello studio. 

Gli scienziati hanno tentato una nuova strategia di attacco: invece di mirare direttamente alle cellule staminali del tumore che si sono rivelate resistenti al trattamento hanno cercato di potenziare il sistema immunitario spingendolo a rivolgersi contro le staminali. 

Il glioblastoma è un tumore particolarmente aggressivo che raramente permette a chi ne è affetto di sopravvivere molto più di un anno. Il suo piano d’attacco è diabolico: il tumore mette momentaneamente fuori uso il sistema immunitario per poi riprogrammarlo a suo vantaggio obbligando le cellule immunitarie a favorirne la progressione. 

Il gruppo di ricercatori, ricorrendo al trattamento combinato della vitamina B3 con la chemioterapia a base del farmaco temozolomide, sono è riusciti a rieducare il sistema immunitario riconvertendolo al suo ruolo originario che è quello di attaccare il tumore e non certo di potenziarne la crescita. 

Grazie alla terapia combinata le cellule immunitarie hanno infatti smesso di aiutare il cancro a diffondersi e hanno cominciato, al contrario, a distruggerlo. 

«Siamo stati in grado di aiutare le cellule immunitarie a fare quel che dovrebbero fare, attaccare e uccidere le cellule tumorali», ha affermato Susobhan Sarkar primo firmatario dello studio. 

La niacina è stata individuata dai ricercatori dopo avere passato in rassegna più di mille composti in cerca di quello che si dimostrasse più efficace nell’ attivare le cellule immunitarie e inibire la crescita delle cellule staminali del tumore. La vitamina B3 ha ampiamente superatole performance dei concorrenti.