Ictus, c’è un tempo ideale per la riabilitazione: tra i 60 e i 90 giorni, né prima né dopo

La scoperta

Ictus, c’è un tempo ideale per la riabilitazione: tra i 60 e i 90 giorni, né prima né dopo

Uno studio di fase 2 dimostra che esiste un perfect timing della riabilitazione post-ictus. Il recupero dell’uso di mani e braccia è maggiore se il trattamento riabilitativo si effettua tra i 60 e i 90 giorni. Il cervello in quella finestra temporale ha la massima plasticità

di redazione

Il momento giusto per iniziare la riabilitazione motoria per chi ha avuto un ictus è tra i 60 e i 90 giorni successivi all’evento. Prima è troppo presto, dopo è troppo tardi. Il “perfect timing” per cominciare un programma intensivo per il recupero dell’uso della mano e del braccio è emerso da un trial clinico di fase 2 condotto dalla Georgetown University e pubblicato sulla rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences). 

I ricercatori hanno coinvolto nello studio 72 persone che avevano avuto un ictus non più di tre settimane prima. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi. Tutti sono stati sottoposti a un programma di riabilitazione extra concentrato sull’attività motoria delle braccia e delle mani di 20 ore in tutto, ma un gruppo ha cominciato la fisioterapia 30 giorni dopo l’ictus, un altro tra i 60 e i 90 giorni e il terzo gruppo ha aspettato sei mesi prima di partecipare alla prima seduta. I pazienti nel frattempo continuavano ad assumere regolarmente la terapia farmacologica prescritta. I risultati dei tre gruppi sono stati messi a confronto con un gruppo di controllo che aveva ricevuto solo il trattamento riabilitativo generale senza le sedute extra dedicate in particolare agli arti superiori. 

Ebbene, è emerso che i benefici maggiori si ottengono se la terapia si inizia tra i 60 e i 90 giorni, né prima né dopo. I pazienti che avevano cominciato lo specifico programma di riabilitazione in quel periodo di tempo avevano ottenuto progressi statisticamente significativi, ossia quantificabili dai ricercatori, e percepiti come significativi dagli stessi partecipanti che sentivano di aver acquistato un maggior controllo delle mani e delle braccia. 

«I nostri risultati suggeriscono che dovrebbe la riabilitazione motoria più intensiva va offerta ai pazienti con ictus tra i 60 e i 90 giorni dopo l’evento. È risaputo che un cervello giovane in via di sviluppo mostra una grande plasticità, rispetto ad altri momenti della vita. I nostri risultati mostrano che potrebbe esserci un periodo simile di maggiore plasticità per i pazienti con ictus in un momento specifico dopo l’ictus», ha dichiarato Elissa Newport, direttrice del Center for Brain Plasticity and Recovery presso il Georgetown University Medical Center tra gli autori dello studio. 

Le persone che avevano iniziato la stessa terapia riabilitativa dopo 30 giorni dall’ictus avevano ottenuto qualche beneficio ma i progressi erano inferiori a quelli dei pazienti del gruppo che aveva effettuato il trattamento tra i 60 e i 90 giorni. 

La scoperta di una finestra temporale ideale entro la quale le terapie 

riabilitative hanno il massimo vantaggio può rappresentare un passo avanti importante nel trattamento delle conseguenze dell’ictus. Solo negli Stati Uniti si registrano ogni anno 750mila nuovi casi di ictus. I due terzi dei pazienti non recuperano completamente la funzione delle mani e delle braccia con gravi limitazioni alle attività quotidiane.