Interrompere il trattamento con gli antidepressivi. Una decisione da non prendere a cuor leggero

Lo studio

Interrompere il trattamento con gli antidepressivi. Una decisione da non prendere a cuor leggero

Dopo anni di terapia con antidepressivi si può anche scegliere di smettere, ma chi lo fa corre maggiori rischi di andare incontro a un nuovo episodio depressivo rispetto a chi decide di prolungare il trattamento

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Immagine: elsaolofsson, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Smettere o non smettere? Interrompere o proseguire la terapia con gli antidepressivi? È il dilemma che si pongono i medici e i pazienti dopo un prolungato trattamento con gli psicofarmaci.

Arriva il momento in cui i sintomi della depressione sembrano un ricordo lontano e si ha la tentazione di provare a vedere cosa succede se si rinuncia alle medicine. 

Ora uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine aiuta a scegliere se cedere o no a questa tentazione.

Continuare l’assunzione dei medicinali, anche se l’episodio depressivo è stato superato da tempo, è la strada più sicura. Tra le persone che, sentendosi finalmente bene, dopo tanto tempo (anni) smettono di prendere gli psicofarmaci si registra infatti una più alta percentuale di casi di recidiva entro un anno dall’interruzione del trattamento rispetto a prosegue la terapia a oltranza.

Nel dettaglio, i ricercatori dell’University College London hanno seguito 478 pazienti che dopo una lunga terapia con antidepressivi (citalopram, sertralina, fluoxetina o mirtazapina) si sentivano talmente bene da prendere in considerazione la possibilità di smettere. Il 70 per cento delle persone coinvolte nello studio assumeva psicofarmaci da più di tre anni. Gli scienziati hanno diviso il campione in due gruppi, il primo ha proseguito la terapia, il secondo l’ha interrotta in maniera graduale, assumendo un dosaggio ridotto per due mesi prima di passare al placebo. 

Nell’anno successivo, il 56 per cento dei partecipanti che aveva smesso di prendere le medicine è andato incontro a un nuovo episodio depressivo in confronto al 39 per cento di chi aveva proseguito la terapia. Curiosamente, tra le persone che avevano interrotto la terapia e avevano sperimentato nuovamente la depressione meno della metà aveva deciso di ricominciare a prendere gli psicofarmaci. Forse, ipotizzano gli autori dello studio, perché l’episodio depressivo non era così grave da indurre a riprendere la terapia. 

«Finora non sapevamo se il trattamento con antidepressivi continuasse a essere efficace dopo molti anni. Abbiamo scoperto che mantenere a lungo termine la terapia con antidepressivi riduce effettivamente il rischio di recidive. Comunque molte persone possono interrompere la terapia senza sperimentare recidive, ma non è possibile individuarle con certezza», ha spiegato Gemma Lewis, psichiatra a capo dello studio. 

In conclusione, lo studio dimostra che in generale mantenere la terapia è più sicuro che interromperla, ma che molte persone (44%) smettono di prendere gli antidepressivi senza conseguenze sulla salute mentale.

«Poiché il 44 per cento di coloro che hanno interrotto la terapia non ha avuto ricadute dopo un anno intero, i nostri risultati suggeriscono che alcuni pazienti potrebbero decidere di smettere di assumere il loro antidepressivo, conoscendo il rischio di ricaduta, ma raccomandiamo di discuterne con il medico», suggerisca Lewis.

L’ideale sarebbe poter individuare in anticipo i pazienti che possono interrompere la terapia con antidepressivi senza rischiare una recidiva. Gli autori dello studio sperano che in futuro grazie a ulteriori ricerche sia possibile arrivare a fare questo tipo di previsione.