Linfoma: primo ok europeo a tafasitamab in associazione con lenalidomide

Farmaci

Linfoma: primo ok europeo a tafasitamab in associazione con lenalidomide

di redazione

Il Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali ha emesso parere positivo raccomandando l’autorizzazione all’immissione in commercio di tafasitamab in combinazione con lenalidomide, seguito da tafasitamab in monoterapia, per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario non idonei al trapianto autologo di cellule staminali.

Tafasitamab è un anticorpo monoclonale diretto contro l’antigene CD19 che, attraverso diversi meccanismi, contribuisce alla distruzione delle cellule B tumorali.

«L’opinione positiva del CHMP su tafasitamab è un passo fondamentale verso la risposta ad un bisogno medico urgente non soddisfatto per il 30-40% dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario che non rispondono alla terapia iniziale o che sviluppano successivamente recidive», ha affermato Steven Stein, chief medical officer di Incyte, farmaceutica americana che, insieme alla tedesca MorphoSys condivide i diritti di sviluppo globale del farmaco.

«A seguito dell’approvazione di tafasitamab da parte della FDA statunitense nel luglio 2020, attendiamo con impazienza la decisione del Comitato Europeo poiché confidiamo di offrire il prima possibile questa nuova terapia ai pazienti eleggibili in Europa».

«Tafasitamab in combinazione con lenalidomide rappresenta una nuova importante opzione di trattamento mirato per i pazienti con DLBCL recidivato o refrattario», ha aggiunto Malte Peters, chief research & development officer di MorphoSys. «I pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario hanno opzioni di trattamento limitate e spesso devono affrontare una prognosi sfavorevole. C’è un urgente bisogno di terapie efficaci e, se approvata, questa combinazione potrebbe fornire ai pazienti in Europa un’importante nuova opzione terapeutica».

L’opinione del CHMP di raccomandare l’uso di tafasitamab è attualmente in fase di revisione da parte della Commissione Europea a cui compete l’autorità di concedere l’autorizzazione all’immissione in commercio per i medicinali nell’Unione Europea.

Il linfoma diffuso a grandi cellule B è il tipo più comune di linfoma non Hodgkin negli adulti in tutto il mondo; è responsabile del 40 per cento di tutti i casi di linfoma non Hodgkin ed è caratterizzato da masse in rapida crescita di cellule B maligne nei linfonodi, nella milza, nel fegato, nel midollo osseo o in altri organi. È una malattia aggressiva con circa un paziente su tre che non risponde alla terapia iniziale o sviluppa recidive successivamente.