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DidascaliaImmagine: Fars Media Corporation, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons
Il long Covid, a differenza del Covid, non guarda all’età. I bambini e gli adolescenti corrono lo stesso rischio degli adulti di trascinarsi i sintomi dell’infezione per 90 giorni o più. Secondo uno studio tedesco pubblicato su Plos Medicine la percentuale di bambini o di adulti con la sindrome post Covid è la stessa. Indipendentemente dal dato anagrafico, un terzo di chi contrae l’infezione da Sars-Cov-2 va incontro al long Covid. Restano valide invece le differenze dell’impatto della malattia nelle due fasce di età: i bambini hanno manifestazioni molto meno gravi e un rischio di morte di gran lunga inferiore rispetto agli adulti e agli anziani.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 12mila bambini e adolescenti (il 67% di età inferiore ai 12 anni) e 145mila adulti di età maggiore o uguale a 18 anni che avevano avuto Covid. Il campione è stato messo a confronto con un gruppo di 750mila persone che non avevano avuto Covid.
Dal confronto è emerso che i bambini che avevano avuto Covid avevano il 30 per cento di probabilità in più di avere problemi di salute nei tre mesi successivi all’infezione rispetto ai coetanei del gruppo di controllo (senza Covid).
Il dato per gli adulti era grosso modo lo stesso: i pazienti con Covid avevano il 33 per cento di probabilità in più di manifestare sintomi di vario tipo nei 90 giorni successivi all’infezione, rispetto agli adulti senza Covid.
I ricercatori hanno osservato una significativa sovrapposizione di sintomi tra bambini e adulti con long Covid.
«Abbiamo trovato cinque manifestazioni identiche tra i 10 problemi di salute più gravi. Questi sintomi sono tosse, febbre, mal di testa, malessere e spossatezza, dolore alla gola o al torace», ha dichiarato Martin Roessler, principale autore dello studio.
Le differenze nella manifestazione del long Covid sono minime. Ai bambini vengono risparmiati alcuni sintomi del long Covid, come la perdita del gusto e dell’olfatto che sono stati osservati quasi esclusivamente negli adulti e le difficoltà respiratorie.
Tra i più piccoli, invece sembrano più frequenti i problemi di salute mentale rispetto agli adulti.
«In conclusione, i risultati del presente studio indicano che il long-Covid non può essere ignorato tra i bambini e gli adolescenti. Abbiamo scoperto che la diagnosi di Covid era associata a un maggiore utilizzo a lungo termine dei servizi sanitari, come emerge da un aumento delle diagnosi ambulatoriali e ospedaliere di nei tre mesi successivi a un'infezione confermata di Sars-CoV-2. Sebbene i bambini e gli adolescenti sembrino essere meno colpiti rispetto agli adulti, questi risultati sono statisticamente significativi per tutte le fasce di età. Sono necessari studi controllati basati sulla popolazione con un follow-up esteso e ulteriori analisi approfondite per confermare la presenza di long Covid tra bambini e adolescenti e il suo impatto sugli individui e sui sistemi sanitari», concludono i ricercatori.
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