Melanoma: l’aspettativa di vita si allunga con la doppia immunoterapia

Lo studio

Melanoma: l’aspettativa di vita si allunga con la doppia immunoterapia

di redazione

Una nuova conferma sull’efficacia dell’immunoterapia contro il melanoma avanzato o metastatico. 

Due studi presentati nel corso del congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) hanno dimostrato che nivolumab e ipilimumab, in monoterapia o in combinazione, sono in grado sia di aumentare la sopravvivenza a lungo termine, sia di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Il primo studio, un’analisi a cinque anni dello studio CA209-004 di fase 1, ha dimostrato che, con un follow-up mediano di 43,1 mesi in tutti i pazienti, dopo quattro anni o più, i tassi di sopravvivenza globale erano stabili al 57%. Il tasso di sopravvivenza globale tre anni dopo la sospensione della terapia era pari al 56%. 

Il secondo, un’analisi riguardante la qualità di vita a lungo termine e l’effetto sui differenti sintomi nello studio CheckMate -067 di fase 3 ha evidenziato che la qualità di vita era mantenuta durante l’intervallo libero da trattamento, periodo in cui un paziente è uscito dal trattamento in studio e non riceve alcuna terapia successiva, nel melanoma non operabile o metastatico precedentemente non trattato dopo la sospensione della terapia con nivolumab in monoterapia o con nivolumab e ipilimumab.

«Questi ultimi risultati forniscono ulteriore supporto al razionale scientifico nel lungo termine per la combinazione di nivolumab e ipilimumab nel trattamento del melanoma avanzato», ha affermato Arvin Yang, development lead, melanoma and genitourinary cancers di Bristol-Myers Squibb. «Continueremo a monitorare la combinazione in questi pazienti, perché ci fornirà un gran numero di valide informazioni scientifiche sull’impatto della terapia immuno-oncologica in questa popolazione».

«Visto il significativo impatto del trattamento con nivolumab, in monoterapia o in combinazione con ipilimumab, siamo in grado di acquisire nuove informazioni sui benefici in termini di qualità di vita di queste importanti terapie immuno-oncologiche», ha aggiunto John O’Donnell, vice president, Worldwide Health Economics and Outcomes Research, Bristol-Myers Squibb. “Quello che osserviamo nelle molteplici analisi dello studio CheckMate -067 è che la qualità di vita si conserva durante tutto il decorso del trattamento e nel follow-up e, ancor più importante, questi benefici sono mantenuti anche quando i pazienti sospendono la terapia”.