Mieloma multiplo: confermato il beneficio di daratumumab

Farmaci

Mieloma multiplo: confermato il beneficio di daratumumab

di redazione

Anche per lunghi periodi di osservazione gli studi confermano un significativo vantaggio in termini di riduzione del rischio di progressione di malattia o di mortalità di daratumumab in associazione ai regimi standard sia in recidiva che in prima linea nel trattamento del mieloma multiplo.

I dati sono stati presentati in occasione del Congresso dell'American Society of Hematology (ASH), a San Diego dll'1 al 4 dicembre.

In particolare in occasione di ASH è stata presentata la PFS (sopravvivenza libera da malattia) mediana dello studio Pollux che è risultata di 44,5 mesi (il miglior risultato riportato in letteratura a oggi nel setting di pazienti con mieloma multiplo già precedentemente trattato). Resta favorevole anche il profilo di tollerabilità in quanto non emergono nuovi segnali di sicurezza.

Nello studio Alcyone, con un periodo di osservazione di quasi 28 mesi, è stata registrata una significativa riduzione del rischio di progressione di malattia o mortalità pari al 57%. I pazienti in trattamento con l’anticorpo monoclonale in associazione a VMP non hanno ancora raggiunto la PFS mediana. Inoltre l’associazione daratumumab-VMP mostra un tasso di risposte parziali molto buone o superiori (73% vs 50%) e un tasso di risposte complete o superiori (45% vs.25%) significativamente migliore rispetto a VMP da solo. L’associazione daratumumab-VMP è risultata di maggiore efficacia anche in termini di negativizzazione della malattia minima residua rispetto al solo VMP (rispettivamente 27% vs 7%).

Per quanto riguarda invece lo studio Maia, con un periodo di osservazione di circa 32 mesi, sono stati presentati dei dati che mostrano una riduzione del rischio di progressione di malattia o di mortalità del 45% con una PFS mediana non raggiunta nei pazienti in trattamento con l’associazione con daratumumab.

«Vi è dunque evidenza del buon profilo di efficacia clinica di daratumumab in pazienti con nuova diagnosi di mieloma multiplo, compresi coloro che non sono candidabili a trapianto» sostiene Catherine Taylor, responsabile dell’ematologia in Europa, Medio Oriente e Africa per Janssen. «Si tratta del terzo studio condotto in pazienti di nuova diagnosi ad avere raggiunto l’endpoint primario; il nostro auspicio, grazie a un “robusto” programma di ricerca che siamo portando avanti, è continuare a fornire nuove terapie innovative per i pazienti con mieloma multiplo con l’obiettivo di rivoluzionare l’approccio terapeutico alla malattia, provando ad arrestarla fin dalle fasi iniziali».