Mieloma multiplo: possibile la terapia Car-T da donatore. Verso trattamenti più tempestivi

Lo studio

Mieloma multiplo: possibile la terapia Car-T da donatore. Verso trattamenti più tempestivi

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Immagine: NIAID, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
I risultati di uno studio di fase 1 suggeriscono una possibile alternativa al trapianto autologo di linfociti T: prelevare le cellule immunitarie da donatori sani, ingegnerizzarle e reinfonderle nel paziente. Il che consente di preparare le cellule in anticipo e di ridurrebbero i tempi di attesa

La terapia allogenica Car-T, con cellule derivate da donatori sani,  permetterebbe ai pazienti con mieloma multiplo di accelerare i tempi e ricevere il prima possibile il trattamento avanzato indicato nei casi recidivanti o refrattari. Il ricorso a cellule esterne, al posto di quelle del paziente stesso, consente infatti di preparare in anticipo i linfociti ingegnerizzati da reintrodurre nell’organismo, saltando le lunghe procedure previste dalle due terapie Car-T autologhe, le uniche finora approvate (iltacabtagene autoleucel o, più semplicemente, cilta-cel e idecabtagene vicleucel). 

Le Car-T autologhe richiedono una serie di passaggi complessi e lunghi e in molti casi il paziente è costretto a sottoporsi nel frattempo ad altre forme di terapia per evitare che la malattia progredisca. Il trattamento consiste in tre fasi: il prelievo dei linfociti T del paziente, la modifica genetica in laboratorio che permette alle cellule immunitarie di riconoscere e uccidere quelle cancerose, la reinfusione dei linfociti T potenziati nel paziente. Tra la prima fase e l’ultima può passare molto tempo e se nell’attesa il tumore avanza troppo, l’infusione delle cellule modificate non è più possibile. 

I risultati intermedi di un trial clinico di fase 1 pubblicati su Nature Medicine hanno suggerito la possibilità di ricorrere alla versione allogenica delle Car-T. In questo caso le cellule immunitarie possono essere preparate in anticipo. I linfociti T prelevati da un donatore vengono opportunamente modificati per riconoscere l’antigene BCMA, altamente espresso nelle cellule del mieloma multiplo, e dopo il potenziamento sono pronti per essere infusi nel paziente. 

I ricercatori del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York stanno sperimentando la sicurezza della Car-T allogenica su 43 pazienti con mieloma multiplo recidivo o refrattario. 

I ricercatori hanno raccolto cellule immunitarie di donatori sani e le hanno potenziate con una combinazione di anticorpi. In aggiunta a quelli mirati contro l’antigene BMCA, hanno inserito altri anticorpi che hanno come bersaglio la glicoproteina CD52, presente in molte cellule immunitarie per ottenere in questo modo l’eliminazione delle cellule immunitarie del ricevente.

L’analisi ad interim (mentre lo studio è in corso) ha dimostrato che il trattamento è sicuro e che la terapia allogenica è promettente. A un dosaggio più basso il 55,8 per cento dei pazienti ha ottenuto una riduzione del tumore dopo il trattamento. La percentuale è salita al 70,8 per cento nei 24 partecipanti trattati con un dosaggio più alto. 

Si tratta chiaramente dei risultati di una prima indagine esplorativa che indicano che la strada è percorribile, ma anche che la strategia va perfezionata puntando soprattutto a migliorare i tassi di risposta. 

Gli autori suggeriscono infatti che i loro risultati dimostrano la fattibilità e la sicurezza della terapia con cellule CAR T allogeniche per il mieloma multiplo.

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