Prende il nome dal cardiochirurgo giapponese Shigeyuki Ozaki che l’ha messa punto. La tecnica Ozaki permette di sostituire la valvola aortica utilizzando, al posto della protesi, il tessuto del paziente. L’innovativa procedura verrà insegnata ai chirurghi italiani che parteciperanno alla Scuola Europea di specializzazione nella Tecnica Ozaki inaugurata al Centro Cardiologico Monzino.
«Mi entusiasma - commenta Gianluca Polvani direttore dell’U.O. Cardiochirurgia-Sviluppo iniziative del Centro Cardiologico Monzino- poter insegnare la nuova procedura ai colleghi europei insieme al professore Ozaki. Questa tecnica rappresenta un’importante innovazione nell’ambito delle sostituzioni valvolari aortiche e al Monzino è stata eseguita in questi mesi con successo e soddisfazione di tutta l’équipe».
La nuova procedura permette di creare dal pericardio, la membrana che avvolge e protegge il cuore, tre nuovi lembi aortici che, una volta impiantati sull’anello aortico del paziente, si comportano esattamente come i lembi originari. L’innovativa metodica garantisce un vantaggio non da poco: «Trattandosi di tessuto del paziente - spiega Polvani questo tipo di sostituzione valvolare non corre il rischio di scatenare eventuali reazioni immunitarie e l’assenza di tessuto eterologo, vale a dire estraneo al paziente, ci fa ipotizzare che la valvola sostituita secondo questa tecnica non andrà incontro ai consueti fenomeni degenerativi che caratterizzano le protesi valvolari».
