I neonatologi: seguire fino a sei anni i neonati prematuri

Salute

I neonatologi: seguire fino a sei anni i neonati prematuri

di redazione

Il follow-up dei neonati pretermine deve essere esteso fino ai sei anni di vita. È quanto consiglia la Società italiana di neonatologia (Sin) nel nuovo manuale sull’assistenza dei bambini nati prima della 32ma settimana. Il volume, intitolato Il Follow-Up del neonato pretermine. I primi sei anni di vita, sarà presentato mercoledì 9 novembre, presso la Clinica Mangiagalli di Milano nel corso di un incontro che anticiperà i temi della Giornata mondiale della mrematurità del 17 novembre.

La prosecuzione delle cure dopo la dimissione dalla Terapia intensiva neonatale (Tin), la valutazione degli outcome clinici a breve e lungo termine, gli interventi precoci e l’analisi dell’ef­ficacia a lungo termine di nuovi approcci terapeutici-assistenziali nella gestione del neonato pretermine in Tin, sottolineano i neonatologi, rappresentano i principali obiettivi dei programmi di follow-up e da sempre parte integrante dell’assistenza dei neonati prematuri. La prematurità può essere, infatti, una malattia cronica, che può manifestarsi nel tempo, in modo tanto più grave quanto più la nascita è stata precoce. Per questi motivi, spiega la Sin, il rapporto clinico e il sostegno alla famiglia del neonato pretermine non possono terminare al momento della dimissione, ma devono neces­sariamente continuare nel tempo.

D una survey sui Servizi di follow-up in Italia promossa dalla Socientà scientifica nel 2019, infatti, è emerso che l’organizzazione di un network strutturato tra i Servizi di follow-up, gli altri Servizi e professionisti che entrano nel percorso di presa in carico dei bambini che manifestano disturbi dello sviluppo correlati alla nascita pretermine «presenta delle criticità e richiede una decisa implementazione, possibile solo se ne sarà riconosciuta l’importanza e se verranno dedicate adeguate risorse».