No, la terapia ormonale sostitutiva non aumenta il rischio di demenza

La rassicurazione

No, la terapia ormonale sostitutiva non aumenta il rischio di demenza

Un ampio studio inglese rassicura le donne che assumono la terapia ormonale sostitutiva: non esiste alcuna associazione con la demenza. E vale per tutti i tipi di ormoni, per ogni dosaggio e per qualsiasi durata del trattamento

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Immagine: cogdogblog, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

La terapia ormonale sostitutiva non aumenta il rischio di demenza nelle donne in menopausa. È la conclusione a cui è giunto uno studio delle Università di Nottingham, Oxford e Southampton pubblicato sul British Medical Journal che fornisce una affidabile e rassicurante valutazione dei rischi degli ormoni sostitutivi. Non è emersa alcuna associazione tra l’uso degli ormoni e il declino cognitivo, indipendentemente dal tipo di farmaci, dal dosaggio o dalla durata della terapia. 

Il sospetto di un legame tra la terapia ormonale sostitutiva e un maggior rischio di sviluppare la demenza era stato sollevato da alcuni studi in passato, soprattutto nel caso di terapia combinata estrogeno-progesterone. Nessuno di questi studi però può competere per l’ampiezza del campione e la durata del periodo di osservazione con il nuovo studio inglese. I ricercatori hanno analizzato i dati di 118mila donne dai 55 anni in su con una diagnosi di demenza tra il 1998 e il 2020 e li hanno confrontati con quelli di circa 500mila donne della stessa età senza segni di declino cognitivo. Per ogni caso di demenza, gli scienziati sono risaliti alla terapia ormonale prescritta nei tre anni precedenti annotando il tipo di ormoni, il dosaggio e le modalità di somministrazione. Sono stati presi in considerazione anche tutti gli altri fattori che potrebbero essere associati con la demenza, come la familiarità, il consumo di alcol e fumo, la presenza di altre malattie e l’assunzione di altri farmaci. 

Incrociando tutti i dati a disposizione, gli scienziati non hanno trovato alcuna associazione tra l’uso della terapia ormonale e la demenza. Nel gruppo delle donne con demenza si è osservata la stessa identica percentuale di donne in terapia ormonale sostitutiva registrata nel gruppo di controllo (14%). Il che dimostra che non è possibile stabilire alcuna associazione tra la terapia ormonale sostitutiva e la demenza. E vale indipendentemente dal tipo di trattamento, dal metodo di applicazione (pillole, cerotti, creme o altro), dal dosaggio e dalla durata della terapia. 

Al contrario, in uno sottogruppo di donne con meno di 80 anni che avevano assunto una terapia ormonale a base di solo estrogeni per 10 anni o più è stata osservata una leggera riduzione del rischio di demenza. 

«Questo studio fornisce le stime più dettagliate del rischio per i singoli trattamenti e i risultati sono in linea con le indicazioni esistenti nelle linee guida sull'esposizione a lungo termine ai trattamenti di terapia ormonale combinata. Siamo felici di poter riportare risultati che rassicureranno le donne che necessitano di terapia ormonale in menopausa e faciliteranno il dialogo tra medici e pazienti sui trattamenti più sicuri», commentano gli autori dello studio.