Psoriasi: i farmaci di nuova generazione fanno bene alla pelle e anche al cuore

Effetto doppio

Psoriasi: i farmaci di nuova generazione fanno bene alla pelle e anche al cuore

Un unico trattamento, due risultati: i farmaci biologici per il trattamento della psoriasi riducono anche il rischio di malattie cardiovascolari contrastando la formazione di placche nelle arterie

di redazione

Due piccioni con una fava. Succede anche in medicina: un unico rimedio dall’effetto doppio. È il caso dei farmaci biologici per la psoriasi che oltre a curare la malattia infiammatoria cronica della pelle migliorano la salute delle arterie.

Lo hanno scoperto i ricercatori del National Heart, Lung, and Blood Institute, uno degli istituti afferenti agli NIH americani, che sulla rivista Cardiovascular Research hanno descritto l’altra faccia dei farmaci innovativi immunoterapici per scopo dermatologico, capaci di ridurre la formazione di placche che ostacolano il normale flusso di sangue nelle arterie aumentando il rischio di infarto e ictus. 

I ricercatori hanno raccolto i dati di 290 pazienti con psoriasi che avevano partecipato a uno studio deli National Institutes of Health, 121 dei quali, soffrendo di una forma da moderata a grave, avevano i requisiti per accedere al trattamento con farmaci biologici.  L’età media dei partecipanti era di 50 anni. 

Per un anno la salute di questi pazienti in cura con i farmaci innovativi, tutti con basso rischio cardiovascolare, è stata monitorata e messa a confronto con quella di pazienti che non assumevano farmaci biologici ma seguivano terapie a base di radiazioni ultraviolette o medicinali tradizionali. Alla fine del periodo di osservazione è emerso che la terapia biologica era associata a una riduzione del 40 per cento del volume delle placche nel sangue. Nulla del genere è emerso nel gruppo che seguiva la terapia tradizionale.

Non sono invece stati osservati cambiamenti in altri fattori di rischio cardiovascolari come nei livelli di colesterolo e glucosio o nei valori della pressione sanguigna. 

«Constatare la riduzione delle placche coronariche dopo solo un anno di terapia biologica da sola è incredibile e molto rassicurante. È la prima volta che osserviamo che il trattamento di una malattia della pelle con terapia biologica ha un impatto specifico sulle placche nelle arterie - ha commentato Nehal N. Mehta dell’Nhlbi, principale autore dello studio - I nostri risultati sottolineano ulteriormente l'importanza di tenere la psoriasi sotto controllo per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari avversi. E ci invitano a studiare altre malattie per scoprire se le terapie antinfiammatorie abbiano un effetto sulle placche coronariche nel corso del tempo». 

Non è ancora chiaro se i farmaci biologici agiscano direttamente o indirettamente sulle arterie. Potrebbe darsi che la riduzione delle placche sia una conseguenza del miglioramento della malattia infiammatoria. Ricostruire il processo con cui il farmaco mantiene pulite le arterie potrebbe condurre a nuove terapie per le malattie cardiovascolari. Per ora però la scoperta dell’inaspettato effetto benefico dei medicinali biologici interessa esclusivamente le persone con psoriasi. La malattia è associata a un aumento dell’infiammazione sistemica che a sua volta compromette la salute dei vasi sanguigni e aumenta il rischio di diabete. È risaputo che le persone con malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide, il lupus sistemico eritematoso e la psoriasi hanno maggiori probabilità di andare incontro a malattie cardiovascolari.