Qualche attenzione anche da grandi per i bambini nati prematuri

L’indagine

Qualche attenzione anche da grandi per i bambini nati prematuri

Il rischio maggiore lo corrono i nati con largo anticipo, ma anche i bambini moderatamente prematuri hanno maggiori probabilità di avere difficoltà del comportamento, disturbi cognitivi o motori. Spesso ci vuole un sostegno a scuola. Una ricerca francese invita a non sottovalutare il problema

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Immagine: PublicDomainPictures, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Più di 3mila bambini di 5 anni e mezzo sono stati sottoposti a specifici test per la valutazione delle loro capacità cognitive, delle funzioni motorie, dello sviluppo sensoriale e del comportamento. Tutti erano nati prematuri, tra la 24esima e la 34esima settimana. Lo scopo dell’indagine, condotta da un gruppo di ricercatori francesi e pubblicata sul British Medical Journal, era quello di scoprire l’impatto sul neurosviluppo delle nascite pre-termine. I risultati dei test ottenuti dai bambini partoriti prima del previsto sono stati messi a confronto con quelli di 600 coetanei nati a termine. 

Ebbene, in generale è emerso che i bambini nati prematuramente, ossia prima della 37esima settimana, sono a rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo che possono compromettere il comportamento e la capacità di apprendimento. A queste difficoltà possono andare incontro non solo i bambini nati estremamente prematuri (tra la 22esima e la 26esima settimana) ma anche quelli moderatamente prematuri (tra la 27esima e la 34esima). 

I progressi della medicina neonatale hanno permesso di aumentare notevolmente le probabilità di sopravvivenza dei nati prematuri, ma il rischio di problemi nello sviluppo resta alto. 

Finora la maggior parte degli studi si era concentrata sulle possibili disfunzioni per i neonati partoriti con largo anticipo, tra la 22esima e la 26esima settimana di gestazione. La nuova ricerca invece ha allargato il campo di indagine prendendo in esame i bambini nati prima della 35esima settimana con l’obiettivo di cogliere eventuali differenze nello sviluppo con i bambini nati a termine (tra la 37esima e la 41esima settimana di gestazione). 

Gli scienziati hanno raccolto tutte le informazioni utili per valutare la crescita dei bambini, da quelle sulla salute psico-fisica a quelle sull’eventuale necessità di assistenza specialistica (il sostegno a scuola, la psicoterapia, la fisioterapia ecc..). 

Dopo aver escluso altri fattori che avrebbero potuto influenzare i risultati, gli autori dello studio hanno osservato che il tasso di disabilità del neurosviluppo aumenta in corrispondenza della riduzione dell’età gestazionale. Più prematura è la nascita, maggiore è il rischio di disturbi per il bambino. Per esempio tra i neonati estremamente prematuri (24-26 settimane) la percentuale di bambini affetti da gravi disabilità era del 28 per cento. Tra i nati con meno anticipo (32-34 settimane) la percentuale scendeva al 12 per cento. 

Un altro dato indicativo è il ricorso al sostegno scolastico. Ebbene il 27 per cento dei bambini nati estremamente prematuri aveva bisogno dell’assistenza in confronto al 14 per cento dei bambini nati tra la 27esima e la 31esima settimana e al 7 per cento di quelli nati tra la 32esima e la 34esima settimana di gestazione.  

«Le nascite pretermine continuano ad avere un grande impatto  sulle famiglie, sull'assistenza sanitaria e sui sistemi educativi. Sebbene i tassi di disabilità dello sviluppo neurologico gravi o moderati diminuiscano con l'aumentare dell'età gestazionale, circa il 35 per cento dei bambini nati moderatamente a estremamente prematuri presentava disabilità lievi. Questi bambini hanno spesso fatto ricorso a cure speciali o servizi educativi. Una percentuale considerevole di genitori mostrava preoccupazioni per lo sviluppo del proprio figlio, in particolare per il comportamento. Le difficoltà affrontate da questi bambini e dalle loro famiglie non dovrebbero essere sottostimate», commentano i ricercatori.