Quando il Covid è extra-long. Depressione e disturbi del sonno anche 16 mesi dopo l’infezione

Lo studio

Quando il Covid è extra-long. Depressione e disturbi del sonno anche 16 mesi dopo l’infezione

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Immagine: Rehab Center Parus, http://rebcenter-moscow.ru is appreciated., CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
Covid ha un impatto più prolungato del previsto sulla salute mentale. I sintomi di depressione e insonnia possono durare anche 16 mesi. Rischiano di più le persone che hanno avuto la malattia in forma grave e sono state costrette a letto. C’entra la paura di non guarire ma anche l’infiammazione

Il long Covid può compromettere anche la salute mentale, non solo quella fisica. Con sintomi di depressione e disturbi del sonno che possono persistere anche per 16 mesi dopo la diagnosi. E la novità dello studio pubblicato su The Lancet Public Health  consiste proprio nell’aver dimostrato l’esistenza di un extra-long Covid in ambito psichico. La maggior parte degli studi precedenti, infatti, aveva valutato l’impatto della malattia sulla salute mentale nei sei mesi successivi all’infezione senza spingersi oltre. 

Per avere un quadro più completo, un gruppo di ricercatori dell’Università d’Islanda ha rintracciato i sintomi di depressione, ansia, stress, disturbi del sonno tra quasi 250mila persone con o senza Covid seguite fino a 16 mesi che avevano partecipato a sette studi di coorte in Danimarca, Estonia, Islanda, Norvegia, Svezia e Regno Unito. Delle 247.249 persone incluse nell’indagine, 9.979 (4%) avevano avuto una diagnosi di Covid-19 tra febbraio 2020 e agosto 2021. 

Dall’analisi dei dati è emerso che in generale le persone con Covid avevano una probabilità maggiore di sviluppare depressione e disturbi del sonno in confronto ai partecipanti che non avevano avuto Covid. Il 20,2 per cento delle persone con Covid manifestava sintomi di depressione in confronto all’11,3 per cento di quelle senza Covid, il 29,4 per cento di chi aveva avuto l’infezione soffriva di disturbi del sonno in confronto al 18 per cento del gruppo senza Covid. Si stima quindi che tra chi ha avuto Covid ci sia un aumento nella prevalenza della depressione e dei disturbi del sonno rispettivamente del 18 e del 13 per cento. Non sono state osservate differenze significative per quanto riguarda l’ansia o lo stress. 

Le persone più a rischio di disturbi mentali sono quelle che hanno avuto Covid in forma grave e che sono state costrette a letto per sette giorni o più. In questo caso i pazienti avevano il 50-60 per cento di probabilità in più di soffrire di depressione in confronto alle persone senza Covid. 

«La nostra ricerca è tra le prime a esplorare i sintomi della salute mentale dopo una grave malattia da Covid-19 nella popolazione generale fino a 16 mesi dopo la diagnosi. I risultati suggeriscono che gli effetti sulla salute mentale non sono uguali per tutti i pazienti con Covi-19 e che il tempo trascorso a letto è un fattore chiave nel determinare la gravità dell’impatto sulla salute mentale», commenta Unnur Anna Valdimarsdóttir, dell’Università d’Islanda, autore principale dello studio

È logico pensare che almeno in parte il minore impatto sulla salute mentale di chi ha avuto Covid in forma lieve dipenda dal più rapido recupero fisico, ossia dal sollievo procurato da una veloce guarigione e dal fatto di sentirsi bene. Ma c’è anche un’altra possibile spiegazione del legame tra Covid grave e depressione o disturbi del sonno: potrebbe darsi, come suggeriscono alcuni studi, che gli elevati livelli di infiammazione siano associati ai disturbi mentali, soprattutto alla depressione. 

«La maggiore incidenza di depressione e ansia tra i pazienti con Covid-19 che hanno trascorso sette giorni o più a letto potrebbe essere dovuta a una combinazione di fattori, come la preoccupazione per gli effetti sulla salute a lungo termine, la persistenza di sintomi fisici di Covid-19 ben oltre la malattia con  limitazioni nei contatti sociali e la percezione di un senso di impotenza. Allo stesso modo però, tra i pazienti con una diagnosi grave la risposta infiammatoria può contribuire a sintomi di salute mentale più persistenti. Al contrario, il fatto che le persone con una infezione lieve da COVID-19 possano tornare prima a una vita normale e sperimentino solo un'infezione benigna probabilmente contribuisce al minor rischio di effetti negativi sulla salute mentale che abbiamo osservato», dichiara Ingibjörg Magnúsdóttir, co-autore dello studio. 

Non si può escludere del tutto una terza possibilità: va considerato che le persone con un disturbo psichiatrico sono più a rischio di sviluppare Covid in forma grave e quindi i problemi di salute mentale non sempre possono venire considerati una conseguenza dell’infezione. Ma i ricercatori specificano che nel loro campione la percentuale di diagnosi psichiatriche era molto bassa e non può avere avuto un impatto sui risultati.