Quelle anomalie nella camminata dei bambini con autismo

La frontiera

Quelle anomalie nella camminata dei bambini con autismo

di redazione

I bambini con disturbi dello spettro autistico sono accomunati da peculiarità nel modo di camminare, quali una minor forza applicata a livello della caviglia e una diversa postura dell’anca e del bacino durante il passo.

È quanto hanno scoperto ricercatori dell’IRCCS E. Medea di Bosisio Parini (LC), in collaborazione con l’Università Bicocca e il Politecnico di Milano. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology.

Le mille facce dell’autismo

Sebbene le caratteristiche più salienti nei disturbi dello spettro autistico siano difficoltà a carico delle abilità sociali e comunicative e la presenza di comportamenti ed interessi ristretti e ripetitivi, anche il movimento può presentare delle anomalie: circa l’80% dei bambini con disturbi dello spettro autistico presenta difficoltà motorie di varia natura, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sullo sviluppo sociale. 

Questi disturbi, oltre a fornire ulteriori conoscenze di una condizione estremamente complessa, potrebbe fornire marker diagnostici precoci. 

La realtà virtuale aiuta la ricerca

Nello studio i ricercatori hanno indagato le differenze motorie tra 15 bambini con disturbi dello spettro autistico e 16 con sviluppo tipico. Per farlo si sono serviti di una nuova tecnologia nota come GRAIL. 

Il GRAIL, acronimo per Gait Real-time Analysis Interactive Lab, è una piattaforma che integra un sistema di analisi del movimento e del cammino su tapis roulant e un sistema di realtà virtuale immersiva. Il sistema è interattivo e unisce la realtà virtuale all’analisi e alla pratica del cammino in un ambiente altamente motivante, in grado di adattarsi alle esigenze di ogni singolo soggetto.

I risultati dello studio hanno indicato lievi atipie del cammino nei bambini con disturbi dello spettro autistico, quali una minor forza applicata a livello della caviglia e una diversa postura dell’anca e del bacino durante il passo.

L’autismo svelato dal movimento

«La caratterizzazione cinematica del cammino potrebbe aiutarci a capire meglio un disturbo così complesso», spiega il coordinatore dello studio Alessandro Crippa, psicologo ricercatore presso il laboratorio di Psicopatologia dello Sviluppo dell’Istituto Medea. «Identificare eventuali marker associati alle anomalie motorie presenti nei disturbi dello spettro autistico sarà particolarmente utile nello studio dell’eziologia di questo disturbo».

Non solo. Nell’autismo le anomalie motorie comportano anche difficoltà nella lettura dei movimenti altrui e hanno quindi un impatto sui processi cognitivi. Lo studio apre quindi le porte a una migliore comprensione degli aspetti cognitivi e socio-comunicativi e, potenzialmente, alla messa a punto di una nuova area nell’ambito dei programmi riabilitativi.