Lo "scheletro" di legno che rimette in piedi chi soffre di sclerosi multipla

I vantaggi

Lo "scheletro" di legno che rimette in piedi chi soffre di sclerosi multipla

Non c’è nulla di hi-tech nel dispositivo medico ideato per permettere ai pazienti di mantenere la posizione eretta. Ma la struttura spartana ed economica può cambiare la vita di chi la usa. È successo a un uomo di 67 anni che è riuscito ad accompagnare sua figlia all’altare. Su Lancet Neurology

di redazione

Una struttura in legno dal design vintage che fa pensare a un deambulatore di altri tempi. Ma l’Oswestry standing frame non ha le ruote perché il suo scopo è quello di aiutare i pazienti a mantenere a lungo la posizione eretta per rafforzare la muscolatura mentre si sta fermi in piedi. 

Non è certo una tecnologia riabilitativa hi-tech, ma, secondo uno studio appena pubblicato su Lancet Neurology, è lo strumento ideale per migliorare i movimenti e l’equilibrio delle persone con sclerosi multipla. 

John Kendrick, 67 anni, affetto dalla forma progressiva della malattia neurodegenerativa è tra i 71 partecipanti alla sperimentazione che hanno utilizzato il dispositivo medico per 30 minuti tre volte a settimana per 36 settimane in tutto. All’inizio del percorso terapeutico, John riusciva a fare pochi passi in autonomia, ma sono bastate poche sessioni di esercizi con lo “standing frame” per riuscire a percorrere l’intera navata della chiesa e accompagnare la figlia all’altare. 

«Sono certo che se non fosse stato per il dispositivo non sarei stato in grado di accompagnare mia figlia in chiesa il giorno del suo matrimonio. È stata una sfida, ho usato una stampella per aiutarmi e ovviamente mi sono appoggiato a lei, ma sono così orgoglioso di avercela fatta», ha detto John.

Dotata di cinture regolabili e punti di appoggio imbottiti per le ginocchia e la schiena, la struttura in legno consente anche a persone costrette alla sedia a rotelle di restare in piedi a lungo potenziando così la muscolatura e l’equilibrio. Inoltre, mentre è ancorato alla struttura il paziente può eseguire esercizi per la mobilità delle braccia e della schiena. In questo modo si riesce a rallentare la progressione dei sintomi della malattia. 

John Kendrick durante una delle sedute di "allenamento" con lo standing frame

I ricercatori hanno reclutato 140 persone con sclerosi multipla progressiva e li hanno divisi in due gruppi: 71 pazienti hanno utilizzato il dispositivo medico per 20 settimane in sedute di 30 minuti ciascuna per tre volte a settimana, con l’invito a proseguire fino a 36 settimane, gli altri 69 hanno proseguito il loro consueto trattamento per lo stesso periodo di tempo senza ricorrere alla struttura in legno.  Il programma terapeutico, dal costo complessivo di soli 800 dollari, consisteva in due sedute domiciliari con un fisioterapista seguite da sei telefonate per monitorare a distanza l’andamento dei sintomi. 

I risultati della sperimentazione spezzano una lancia a favore del semplice, spartano ed economicamente vantaggioso apparecchio fisioterapico. 

Le persone che lo hanno usato  hanno ottenuto punteggi molto più alti nella valutazione dei movimenti e dell’equilibrio rispetto a quelli che non lo hanno utilizzato. I partecipanti che hanno eseguito gli esercizi da in piedi hanno sperimentato un miglioramento della qualità di vita, una riduzione della rigidità muscolare e progressi nel controllo della vescica e dell’intestino. 

Nick Jarvis, 43 anni tra i partecipanti allo studio, ammette che non è stato facile. Abituato a passare le giornate su una sedia a rotelle, Nick all’inizio ha faticato molto a rimanere in piedi così a lungo. 

Ma ora non può farne a meno e ogni giorno passa 90 minuti in posizione eretta ancorato al dispositivo medico. 

«Ora vado in giro a piedi dentro casa per il 70 per cento del tempo aiutandomi con le stampelle o appoggiandomi ai mobili. Mi sento più positivo, più forte fisicamente e di umore migliore. Mi ha cambiato la vita, spero che altre persone come me  possano beneficiarne in futuro», si augura Nick.