Il trattamento della psoriasi fa un altro salto in avanti con guselkumab

Farmaci

Il trattamento della psoriasi fa un altro salto in avanti con guselkumab

di redazione

«Siamo arrivati a un tale avanzamento dell’armamentario terapeutico da avere a disposizione terapie biologiche in grado di mantenere il risultato di pulizia della pelle nel tempo, e cosa altrettanto importante avendo un profilo di sicurezza molto elevato».

Così Antonio Costanzo, responsabile dell’Unità Operativa Dermatologia dell’Istituto Humanitas di Milano e membro del consiglio direttivo della Società Scientifica SiDeMast commenta i dati dello studio clinico ECLIPSE appena presentati al 3° Inflammatory Skin Disease Summit in corso a Vienna. 

ECLIPSE è uno studio clinico di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, che ha confrontato su circa 1000 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave l'efficacia e la sicurezza del nuovo inibitore selettivo dell’interleuchina (IL)-23 guselkumab con uno dei farmaci di riferimento (secukinumab). 

La ricerca ha confermato l’efficacia del nuovo farmaco: l'84,5% dei pazienti trattati con guselkumab ha infatti ottenuto il punteggio PASI 75 in entrambe le settimane 12 e 48 rispetto all’80,2% dei pazienti trattati con secukinumab, inoltre alla settimana 48, il 58,2% dei pazienti trattati con guselkumab ha raggiunto il PASI 100, rispetto al 48,4% dei pazienti trattati con secukinumab.

Il profilo di sicurezza dei due farmaci è risultato essere sovrapponibile.

«Questi dati ci convincono sempre più dell’efficacia e sicurezza dei nuovi farmaci biologici, in particolare dell’IL 23, e il punto è ora trattare adeguatamente tutti i pazienti che possono giovare di queste terapie, specialmente in Italia dove abbiamo ancora molta strada da fare da questo punto di vista», dice ancora Costanzo. «Una grossa fetta di pazienti con psoriasi, anche severa, ancora non arriva neanche allo specialista».