Tumore del polmone. Nivolumab in seconda linea aumenta di cinque volte la sopravvivenza rispetto a docetaxel

Tumore del polmone

Tumore del polmone. Nivolumab in seconda linea aumenta di cinque volte la sopravvivenza rispetto a docetaxel

di redazione

Dopo cinque anni, i pazienti trattati con nivolumab continuavano ad avere un beneficio di sopravvivenza globale (OS) a lungo termine rispetto a docetaxel, con tassi del 13,4% per il primo e 2,6% per il secondo. Il beneficio di sopravvivenza globale del trattamento con nivolumab è stato osservato in tutti i sottogruppi di pazienti.

Sono questi i risultati cumulativi a lungo termine di efficacia e sicurezza degli studi CheckMate -017 e CheckMate -057 di Fase III su pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato precedentemente trattati, annunciati da Bristol Myers-Squibb alla Conferenza mondiale sul tumore del polmone (World Conference on Lung Cancer) dell’International Association for the Study of Lung Cancer a Barcellona.

Nei pazienti con una risposta obiettiva a nivolumab, il 32,2% ha continuato a osservare risposta a cinque anni, rispetto allo 0% con docetaxel. La durata mediana della risposta è stata di 19,9 mesi nei pazienti trattati con nivolumab rispetto a 5,6 mesi con docetaxel.

«Fin dall’approvazione da parte della Food and Drug Administration statunitense nel 2015 nel tumore del polmone non a piccole cellule in seconda linea – osserva Sabine Maier, development lead, Thoracic Cancers, Bristol-Myers Squibb - nivolumab è divenuto un’importante opzione di trattamento per questa popolazione di pazienti, che storicamente si confrontano con tassi di sopravvivenza a cinque anni inferiori al 5% quando trattati con la chemioterapia standard».

Questa analisi cumulativa è il più lungo follow-up di pazienti precedentemente trattati con tumore del polmone trattati con terapia immuno-oncologica in studi randomizzati di fase III.