Tumore del polmone non a piccole cellule: rimborsato in Italia capmatinib, nuovo farmaco di precisione

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Tumore del polmone non a piccole cellule: rimborsato in Italia capmatinib, nuovo farmaco di precisione

di redazione

L’ “unmet need” è stato soddisfatto. Capmatinib, il nuovo farmaco orale di precisione per il tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) METex14 mutato, è ora disponibile e rimborsato in Italia. La terapia target è indicata per i pazienti in progressione dopo un trattamento con un inibitore di checkpoint immunitario e/o una chemioterapia a base di platino. Circa la metà dei pazienti che sviluppano il tumore al polmone non a piccole cellule può presentare mutazioni genetiche. In particolare, il 3-4 per cento presenta la mutazione METex14 che favorisce la crescita e la proliferazione tumorale e rappresenta un fattore prognostico negativo, a cui si aggiunge l’età avanzata della popolazione coinvolta: infatti l’età mediana alla diagnosi è di 73,7 anni rispetto ai 64,2 anni della popolazione che non presenta questa mutazione. In più, i pazienti con mutazione METex14 sviluppano una forma aggressiva di malattia e manifestano una alta incidenza di metastasi cerebrali o ossee, alle quali si associa una bassa sopravvivenza e un alto impatto sulla qualità della vita.

In assenza di terapie target specifiche per questa mutazione rimborsate in prima linea e nelle linee successive, in Italia, i pazienti venivano trattati alla stregua dei pazienti senza target molecolari, utilizzando cioè regimi immunoterapici e/o chemioterapici, da soli o in combinazione. Oggi, grazie a Capmatinib esiste un’opzione terapeutica specifica per questo sottogruppo di pazienti dopo un trattamento standard di prima linea. «La mutazione METex14 ricopre una importanza particolare poiché, a differenza di molte delle mutazioni che conosciamo, essa è espressa in buona percentuale anche nei fumatori. Capmatinib può rappresentare un’opzione terapeutica per i pazienti con questo tipo di mutazioni che siano in progressione nonostante un trattamento standard di prima linea. Si tratta di pazienti che manifestano una alta incidenza di metastasi cerebrali contro cui Capmatinib ha mostrato un’azione specifica», spiega Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda Ospedaliera “S.G. Moscati” di Avellino. 

 

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