Fino all’80% dei pazienti colpiti da un tumore può andare incontro a linfedema, malattia cronica che si manifesta come gonfiore di una regione del corpo, dovuto all’accumulo di linfa nei tessuti. Può avere gravi conseguenze sulla qualità della vita e i mesi estivi sono spesso i più difficili da gestire. Caldo, sudorazione ed esposizione al sole possono rendere la pelle più fragile e aumentare il rischio di irritazioni e infezioni. L’igiene e la cura della cute sono una parte essenziale del trattamento, sia nelle fasi iniziali sia nel percorso di mantenimento.
A questo tema è stato dedicato il nuovo appuntamento promosso giovedì 16 luglio dalla Fondazione per la medicina personalizzata, in collaborazione con la Fondazione Luigi Maria Monti-IDI.
«Il linfedema non è una conseguenza inevitabile delle cure oncologiche» -sottolinea Laura Colonna, direttrice del Centro di dermatologia rigenerativa e immunologica - e riconosciuto ai primi segnali e gestito correttamente, può essere controllato in modo più efficace e, nelle fasi iniziali, può ancora regredire».
L’appuntamento si inserisce in un percorso avviato oltre due anni fa per aiutare i pazienti oncologici a rischio o già affetti da linfedema a conoscere meglio questa condizione, riconoscerne tempestivamente i segnali e partecipare in modo consapevole al proprio percorso di cura.
«Curare il linfedema non significa soltanto eseguire una terapia – aggiunge Paolo Marchetti, presidente della Fondazione per la Medicina personalizzata e direttore scientifico dell’IDI - ma imparare a riconoscerlo presto e a gestirlo correttamente. Quando il paziente acquisisce gli strumenti per comprendere i primi segnali e adottare i comportamenti più appropriati, aumenta la possibilità di intervenire tempestivamente, diminuisce il rischio di complicanze e può preservare meglio la propria qualità di vita. È questo uno degli aspetti più concreti della medicina personalizzata applicata agli effetti delle cure oncologiche».
Il linfedema può essere inizialmente sottovalutato, perché i primi sintomi (senso di pesantezza, tensione della cute, gonfiore lieve o difficoltà nei movimenti) possono sembrare poco specifici. Proprio per questo è importante non attendere che il quadro diventi più evidente. Una valutazione precoce consente di avviare rapidamente gli interventi più appropriati e aumenta le possibilità di ottenere una regressione nelle fasi iniziali o, comunque, di prevenire la progressione.
