Tumori della pelle: addio al bisturi, la biopsia diventa virtuale

Innovazione

Tumori della pelle: addio al bisturi, la biopsia diventa virtuale

Sfruttando le proprietà della luce e del suono, il nuovo apparecchio permette di individuare le caratteristiche fisiche delle lesioni indicative di un tumore. Senza ricorrere al bisturi

di redazione

Addio al bisturi, la biopsia diventa virtuale. E il risultato arriva in 15 minuti. Secondo uno studio pubblicato su Skin Research & Technology il nuovo dispositivo non invasivo che sfrutta le vibrazioni sonore e gli impulsi della luce del vicino infrarosso permette una diagnosi accurata delle lesioni della pelle, riuscendo a riconoscere un tumore con la stessa affidabilità delle biopsie tradizionali. 

L’innovativo strumento, chiamato “tomografia a coerenza ottica vibrazionale” (Voct) e sviluppato all’interno del dipartimento di patologia della Robert Wood Johnson Medical School della Rutgers University, utilizza le proprietà della luce e del suono per valutare le caratteristiche fisiche del tessuto, misurando in particolare la larghezza e la profondità della lesione al di sotto della pelle e la densità e rigidità del tessuto. Quest’ultimo parametro si è rivelato particolarmente indicativo della natura di una lesione: i tumori mostrano uno spessore e una rigidità maggiori, mentre in condizioni normali la pelle è sottile e non permette neanche la misura delle proprietà meccaniche. 

L’esame prevede il passaggio sulla pelle di un piccolo apparecchio che emette onde sonore. Dalla misura delle vibrazioni si può dedurre la maggiore o minore rigidità del tessuto. Grazie a queste informazioni, il dispositivo permette di realizzare una mappa tridimensionale della pelle che fornisce a un occhio esperto le stesse informazioni ottenute con una biopsia “vecchia maniera”. 

La biopsia virtuale offre evidenti vantaggi: il paziente non deve essere sottoposto a un intervento chirurgico che, come tutte le operazioni, comporta dei rischi. Nelle biopsie tradizionali inoltre è difficile prevedere in anticipo l’estensione dell’area toccata dal bisturi: nella maggior parte dei casi l’entità dell’intervento emerge solamente dopo le prime incisioni. 

È difficile quindi anche sapere prima di entrare in sala operatoria se la ferita dovuta alla biopsia abbia bisogno di un intervento di chirurgia plastica o no. 

Tutto questo con il sistema Voct viene superato. «La procedura può essere completata in 15 minuti senza alcun disagio per il paziente, che non avverte la presenza sul suo copro della luce o del suono che è difficilmente udibile. Questo dispositivo rappresenta  un progresso significativo rispetto alle biopsie chirurgiche, che sono invasive, costose e che richiedono molto tempo», afferma Frederick Silver, professore di patologia e medicina di laboratorio presso la Rutgers Robert Wood Johnson Medical School, a capo dello studio. 

I ricercatori hanno testato il dispositivo per sei mesi su campioni di tessuto lesionato di quattro pazienti e su otto volontari sani, dimostrando che Voct riesce accuratamente a distinguere la pelle sana dai diversi tipi di lesioni cutanee e carcinomi. Le proprietà del dispositivo verranno ulteriormente affinate con l’obiettivo di riuscire a individuare con precisione anche i margini di una lesione e le aree di maggiore densità e rigidità e consentire così ai medici di rimuovere i tumori con interventi chirurgici minimamente invasivi.

«L’identificazione dei margini del tessuto e della rigidità del tessuto in modo non invasivo in combinazione con tecniche di imaging avanzate possono  facilitare il rilevamento di lesioni cutanee anormali e portare a una loro rimozione precoce», spiegano gli autori dello studio. 

I ricercatori sono ora in attesa dell’autorizzazione della Food and Drug Administration per poter condurre test su più larga scala.