Tumori del polmone: doppia approvazione europea per atezolizumab

Farmaci

Tumori del polmone: doppia approvazione europea per atezolizumab

di redazione

Roche ha annunciato che la Commissione europea ha autorizzato l'immissione in commercio di atezolizumab in associazione con chemioterapia (carboplatino ed etoposide) per il trattamento iniziale di adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso. Approvazione per atezolizumab anche in associazione con carboplatino e paclitaxel legato all'albumina (nab-paclitaxel) in adulti con carcinoma polmonare non squamoso non a piccole cellule (NSCLC) metastatico e con carcinoma polmonare senza mutazione di EGFR o ALK-positivo

Per la prima volta in oltre venti anni, segnala l'azienda, questa associazione ha migliorato significativamente la sopravvivenza complessiva e la sopravvivenza libera da progressione del tumore a piccole cellule in stadio esteso.

«Con questa approvazione atezolizumab diventa la prima immunoterapia oncologica disponibile in Europa per il trattamento iniziale del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso - sottolinea Sandra Horning, Chief Medical Officer di Roche e Head of Global Product Development - un passo avanti importante per i pazienti».

L'approvazione si basa sui risultati degli studi di Fase III IMpower133 e IMpower130. Il primo ha dimostrato che atezolizumab in associazione con la chemioterapia aiuta i pazienti a vivere significativamente più a lungo rispetto alla sola chemioterapia (12,3 la sopravvivenza complessiva mediana contro 10,3 mesi) nella popolazione intention-to-treat (ITT). L’associazione con atezolizumab ha inoltre ridotto significativamente il rischio di peggioramento della malattia o di morte, con una sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola chemioterapia (5,2 contro 4,3 mesi).

Anche il secondo studio ha mostrato che la terapia combinata con atezolizumab aiuta i pazienti a vivere significativamente più a lungo, rispetto alla sola chemioterapia (18,6 mesi di sopravvivenza complessiva mediana contro 13,9) nella popolazione intention-to-treat wild-type (ITT-WT). Inoltre, ha ridotto il rischio di peggioramento della malattia o di morte rispetto alla sola chemioterapia (7 mesi di PFS mediana contro 5,5 mesi) nella popolazione ITT-WT.